

El blanco rojo
A Gisela, que cumpliría sus años junto conmigo
Sta lì, lontano, il bianco, ma è solo un’apparenza, il bianco è rosso.
Come Agosto che è giallo, ocra e nudo tranne dai venti a queste latitudini, il bianco rosso è un punto lontano di cosce, piedi, mani, ossa, capelli strappati, di corpi cenciosi.
Visto così, da lontano, il bianco sembra esattamente una rosa. Perché, visto cosi da lontano, si vede da sotto la chioma, più in la della pelle e dentro le ossa.
Laggiù distante dall’oceano e dal tempo, nel tranquillo confine del focolare, si odono ancora chiaramente le esplosioni, attutite dagli anni.
Il bianco rosso, il bianco insanguinato. Ro ro ro, dormi bambina mia, addormentati mio sole… accidenti! Fuoco! Nooo.
La potente bestia sparò i colpi. Trafisse, strappo petali, strisciando graffiò la terra con le sue lunghe unghie e si saziò fino a soddisfarsi.
Le rose crivellate, insanguinate non sono morte.
Non hanno i loro steli nell’acqua tagliati di netto. Questa è una bugia.
Oggi stanno rivedendo la storia, le radici intrecciate, i fantasmi con le trecce delle ragazze uccise, le idee delle bimbe che camminano tutte insieme con noi.
Le ragazze, rose insanguinate, non erano il pericolo. Questa è una bugia.
Le ragazze erano in pericolo.
Come negli anni 70, sia maledetta oggi la istituzionalità della disuguaglianza.
I ragazzi e le ragazze arrossiscono anche adesso, sono rose. Non sono il pericolo, stanno in pericolo.
E’ così che avanziamo, petalo a petalo, trafitti, sciupati, scoloriti, tra le pagine di un libro che non leggeremo o che dimenticheremo una volta letto.
Appena segnato il capitolo. Leggiamo, poi lo facciamo leggere. Una volta, un’altra ancora, tredici volte, trentamila volte e le rose perdono, sia nell’Almudena di Madrid, nell’isolato n. 33 di Mendoza, che nelle acque del Rio de la Plata o nelle dune di El Usillal, la loro nazionalità.
I fori delle pallottole, le tombe, il silenzio, moltiplicato all’infinito.
I nomi si! Quelli restano. Nomi sparsi qua o là. Per tutta questa pazienza insofferente del dolore… per tutto il sangue ristagnato. Rosso.
Sonnia De Monte
Agosto 2010. Mendoza
Movimiento Cultural Acercándonos.
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