Roma: proteste davanti all’ambasciata argentina per il 2×1

Roma 10 53 720x573Articolo pubblicato su Pressenza Internacional Press Agency - 11 maggio 2017

Ieri,  10 maggio alle 18, di fronte all’ambasciata argentina di Roma un gruppo di autoconvocati, in maggioranza argentini, hanno manifestato contro la sentenza della  Corte Suprema Argentina, conosciuto come  2 x 1, che permetterebbe di ridurre le pene dei genocidi dell’ultima dittatura militare.

Appena una cinquantina di persone, con cartelli di protesta, si sono radunati in Piazza di Santa Maria Maggiore, sono arrivati agenti di polizia che hanno impedito l’esposizione di cartelli e striscioni fin quando alcuni manifestanti, alle 19, non hanno presentato il permesso del Comune che consentiva l’attività. I manifestanti hanno sostato a lungo con cartelli e bandiere sul marciapiede di fronte all’ambasciata.

"Caro Fidel" - Corrado Torri

Tra le centinaia di post che girano in rete a seguito della scomparsa di Fidel, ho trovato interessante questa poesia in dialetto romanesco scritta dall'amico poeta Corrado Torri.  
 
Fidel
 
Allora stavorta è tutto vero?
Nun è la solita menzogna da Miami?
No, la notizia ha già girato er monno 'ntero,
... ce semo rimasti tutti come scemi.
 
Quante vorte hanno detto ch'eri morto?
Quante vorte hanno provato a fatte fòri?
Ma tu, artro che cristo, sempre sei risorto
e mo che ce combini, sur serio mòri?

Comincevamo a penzà ch'eri 'mmortale,
l'avevi detto che stava p'arivà er momento
e nonostante sia 'n percorzo naturale,
er rivoluzionario lo guida er sentimento.

Stanco ner fisico, integro ne la mente,
co' 'no spirito che ancora t'encantava,
rappresentavi 'n severo deterente
vers'er gringo che la patria minacciava.
 
Speramo che st'isoletta nun vada a la deriva
in quer braccio de mare 'nfestato da li squali,
che grondeno dai denti er sangue misto a la saliva,
avidi, mafiosi, esuli, immorali.
 
Guidece ancora su la tua nòva strada,
'ndossando la divisa verde oliva,
fino a l'assarto de la prossima Moncada,
poi l'assoluzione da la storia ariva.
 
Caro Fidel, nisun eroe ce lascia 'nvano,
innarzete, leggenda trionfante,
eterno condottiero der popolo cubbano,
hasta la victoria siempre, comandante!
 

Publicada en España mi nueva novela “Ven Conmigo” - Chiado Editorial

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Sinopsis:

Un trozo de papel, encontrado en el bolsillo de un viejo abrigo, lleva a Franco Solfi, un hombre de ochenta años, a emprender un largo viaje en busca de Irina, el amor de su vida. Un mensaje que llega del pasado con muchos años de retraso, y que rompe con una serie de convicciones, abriendo el camino a la necesidad de reunir las piezas perdidas del rompecabezas de su vida. A través de un viaje de setenta y un días, pasando por dos continentes, el protagonista dirige su mirada hacia sí mismo logrando ver el camino recorrido, recomponiendo las piezas de su propia existencia entre convicciones, ilusiones, elecciones ideológicas y desviaciones; un viaje que, aun siendo realizado al umbral de los últimos años de vida, le permitirá a Franco comprenderse íntimamente, comprender el sentido de sus  decisiones de vida y reencontrar, en una nueva y profunda forma, a la mujer que siempre ha amado.

Homenaje a Evita - Luis Balderrama

Evita

26 de julio 2016

Hoy a 64 años de su desaparición física recordamos a una figura excepcional que trascendió fronteras atraves del tiempo. Idolatrada por los humildes, por los obreros, por los que menos tienen, y odiada, por los que más tienen, por la oligarquía, por la burguesía, por los poderosos. Pero ni unos ni otros pueden olvidarla. No pasó por la historia como un algo, como una cosa, como una más, sino que fue hizo y es historia. Más allá incluso de lo político, continúa aún hoy influyendo como un símbolo con tanta o mayor fuerza que en los instantes de su existencia. Nació un 7 de mayo de 1919 en los toldos. Pero su infancia transcurrió en Junín. Su nacimiento coincide con la semana Trágica. Épocas de conflicto y de luchas en la Argentina. Desde que tuvo razón nunca le pareció. Natural y lógico, que hubiera pobres, porque los ricos eran demasiado ricos. Desde muy joven Eva tuvo afición por lo escénico, participo en radio, en teatro, en cine, realizo obras de teatro y películas. También fue modelo publicitario. Siempre fue distinguida en el ambiente por su compañerismo y solidaridad. Observó también que los actores no estaban organizados y al notar ella cierto manejo de los empresarios artístico en detrimento de los trabajadores, Evita se interesa por los problemas artísticos y comienza a participar en lo gremial y es elegida presidenta de la asociación de actores. Se Daba una situación inédita en el país, de que muchos gremios se vieran beneficiados por la gestión de Perón desde la secretaria de trabajo y acción social. En enero del 1944 se produce el terremoto de en la Provincia de San Juan, al margen de la ayuda oficial, muchos actores sociales recolectaban ayuda entre ella estaba EVITA. El 11 de octubre comienza un episodio que va a marcar un antes y un después de la vida de Eva. Se corría la noticia de un plan de secuestro de Perón, por parte de capitanes y mayores de la fuerza. Perón, Eva y algunos amigos se atrincheran en su casa, pensando que iban a estar varios días, pero la casa es tomada por asalto y Perón es llevado a la isla Martín García. Eva Duarte, con unos pocos amigos, recorre fábricas y sindicatos, insta a los obreros a sublevarse.

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La poesia indispensabile di Silvia Leuzzi

  dedicato all'amica poetessa Silvia Leuzzi

silvia leuzziEsistono donne che sanno esprimere con pochi versi grandi sentimenti, gioie, sofferenze, umori e malumori.

Esistono donne che con una manciata di parole, tenute insieme in perfetta armonia, riescono a suscitare a chi le legge, emozioni forti, tangibili, a volte orticanti, amare, impietose… come sale sulle ferite.

Silvia Leuzzi è una di queste. Entrare nelle sue poesie significa imbattersi in tutto ciò. E te ne accorgi solo alla fine, un istante prima di volare con la fantasia sulle nuvole della sua vena creatrice o di sprofondare nei crateri della sua anima ferita. Per lei scrivere è una liberazione… uno strano gioco della mente: “il gioco banale dell’esistenza”, per parafrasare l’invito che Silvia rivolge a se stessa in Autoritratto, il componimento in versi con il quale parla di se ai propri lettori.

In Lamento di madre, invece, il pianto crudo e asciutto che prorompe dalla sua anima diventa sempre più pungente, fino a imporre profonde riflessioni sul dramma di uno dei suoi due figli, vittima di un grave handicap intellettivo. Con lo strumento effimero della poesia, Silvia Leuzzi riesce a descrivere con impressionante autenticità le conseguenze dell’essere madre di un figlio sofferente, “disegno perverso”, “spina nella gola di traverso”, nei confronti del quale, in un momento di pieno sfogo, nemmeno la testardaggine dell’amore riesce a placarne la pena. E se è vero come afferma Pablo Neruda che “la poesia nasce dal dolore” possiamo presupporre che, per disgrazia ricevuta, Silvia ha avuto modo di condividere il suo tempo con il dolore. Nonostante l’inconsolabile, però, ha saputo trasformare la sofferenza in coraggio e maturare la propria consapevolezza della realtà:

Dove passi tu, figlio mio,

rimangono macerie, oggetti infranti,

pareti nude, urli disumani

che d’umana pietà non han conforto

(tratto da “Lamento di una madre”)

Silvia porta sempre una penna immaginaria con se. La tiene custodita nella tasca della sua coscienza di donna forgiata dalle asperità della vita. Compone le poesie grazie all’ispirazione che trova nel vento della sua terra, nelle acque del suo mare. Traduce la capacità di scrivere in sentimenti di dolcezza, rabbia, tenacia ed è sempre pronta a lottare in prima linea contro ogni forma di ingiustizia.

Stanca sono io

di stare qui a guardare

le crepe del mio mondo

che si vanno ad allargare 

Stanca ed arrabbiata

vedo gente sempre più annoiata.

Come nebbia la brulla terra ammanta

così la noia semplici menti incanta

Menti semplici e stanche,

che non vogliono pensare

che la mia rabbia non vogliono dividere

e restano lì trascinando esistenze

sempre in cerca, inutili fardelli,

di immagini scintillanti,

di parole allettanti,

che rendano effimera la sera

(“Ballata arrabbiata”)

Nelle poesie di Silvia Leuzzi, protagonista per eccellenza è la donna che, in più occasioni, ricopre il ruolo di madre, come quelle sedute intorno a un tavolo in un fermo immagine che sembra estratto da un film di Almodovar.   

Casi un cuadro

Tres madres abandonadas

en sillas desteñidas.

Tres mujeres alrededor de una mesa podrida;

tres úteros

llenos de sueños

acabados en la salsa de sobra.

Tres seres humanos

de caras enrojecidas

de flores de manteles

por el sol iluminadas;

tres cigarrillos

humo solitario

que revolotea en círculos

concéntricos de pensamiento.

Tres cafés

calientes y oscuros

como escondidos pezones;

tres madres confrontación de ansias

reflejadas en los rayos

punzantes de un sol feroz,

él también varón

(“Tres Madres”)

 


Silvia Leuzzi, nata a Roma il 15 settembre 1961. Lavora presso il liceo Pertini di Ladispoli. Inizia a scrivere le prime poesie all'età di diciassette anni ma, a causa di un grave problema di famiglia, per circa vent'anni la sua penna è silente. Riprende a scrivere sul finire del 2009 e da allora ha partecipato a numerosi concorsi risultando finalista in due concorsi: due per la narrativa (Premio Massimo Di Somma 2011 Ostia, Premio Internazionale di Arti Letterarie Thesaurus 2012 ) e due per la poesia (Concorso Vituvilaria di Novoli Gennaio 2012, concorso Patrizio Graziani 2012 a Gioia dei Marsi come seconda classificata). Ha vinto il primo premio di Narrativa al concorso Premio di Roccagloriosa nel 2014 e il secondo premio sempre di Narrativa nel 2015; è tra gli autori selezionati del Premio Mostra del Tigullio Sezione Narrativa di Chiavari in Liguria. E’ risultata tra i primi 15 poeti selezionati dal Caffè Letterario di Via Ostiense. Numerose poesie sono state scelte dall'Aletti editore e dall’Accademia dei Bronzi di Catanzaro per essere inserite in antologie poetiche.