"Nora Lopez" - Commento su Amazon

"L'argentina dei tempi bui raccontata con le parole di uno dei protagonisti. In un continuo susseguirsi di ricostruzioni dei fatti più crudeli dell'epoca della dittatura, il protagonista propone la sua versione dei fatti, autoassolvendosi e, ancora di più, rimproverando la società per aver fatto in modo che tutto quanto di buono i militari avevano fatto (o avessero avuto intenzione di fare) era ormai andato perso. Scritto su un sottile filo in cui si rimane sempre in equilibrio precario tra vittime che diventano carnefici e carnefici che diventano vittime. Scrittura ottima, senza inutili orpelli, senza moralismi ma non per questo sterile o asettica". (Marco)

Emèt - il dovere della verità - Motivazione del premio letterario Cava dè Tirreni XXXI edizione

"Un romanzo avvincente, intrigante, che si fa leggere tutto d’un fiato, costruito sapientemente e sapientemente dosato nelle pause, nelle interruzioni, nelle intermittenze, che servono a tenere alta la tensione narrativa e l’attenzione del lettore. L’incontro tra due donne, un’anziana diva ed una giovane giornalista, che di per sé costituisce già una vicenda, dà avvio ad un’altra storia, che racconta un passato sconvolgente e disvela una verità che esige di emergere, in una sorta di transfert catartico e risolutivo. Un po’ thriller, un po’ romanzo storico sui generis, innovativo nell’impianto e per la finalità, profondamente etica, di contribuire, per un senso di giustizia e di dovere, “alla verità su fatti storici che tutti dovrebbero conoscere”, l’opera ha il valore aggiunto di testimonianza e di denuncia. Lo stile è accattivante, calibrato, di innegabile e scaltrita perizia".
Maria Olmina D’Arienzo

Commento di Antonio Cillis

cillisL'amico e attore di teatro Antonio Cillis ha lasciato questo commento sullla pagina facebook dedicata ai miei romanzi, grazie Antonio!:

"Come il protagonista de "Le ali della libertà", la perseveranza confinante con l'ostinazione di Nicola nel voler denunciare scomode verità spesso nascoste danno atto a quest'uomo prima che scrittore di fare della propria coerenza un vero e proprio stile narrativo. O fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire. Nicola ha scelto di vivere, non semplicemente di esistere. Il dovere della verità, appunto". 

Antonio mi ha accompagnato più volte nelle presentazioni di "Cumparita" e "Due volte ombra". Ricordo con piacere le sue letture, interpretazioni intense e uniche grazie alla sua inconfondibile capacità di ricoprire i diversi ruoli dei personaggi. E' possibile incontrare Antonio tutte le sere a Roma presso l'Olandese Volante, via della Rustica 1/b.

Mena Provenzano è la traduttrice di "Emèt - il dovere della verità"

Mena Provenzano"Gracias por haber creído en mí y haberme dado una gran oportunidad. ¡Te re quiero!"

Con questa splendida frase Mena Provenzano mi ha ringraziato pubblicamente su facebook per aver avuto l'opportunità di tradurre in castellano "Emèt - il dovere della verità" in previsione della pubblicazione del libro in Argentina. Mena è una ragazza napoletana che ho avuto il piacere di conoscere un pò di tempo fa nella Milonga "Quater" di Napoli in occasione della presentazione di un mio precedente romanzo. Sono trascorsi cinque anni da quella data e Mena, dopo essersi laurearsi in "Lingua e letterature straniere - studi ispanoamericani" ha intrapreso un affascinante percorso nel magico mondo della cultura dei popoli che vivono in quella parte del mondo raggiungendo, in poco tempo, importanti traguardi e ottenendo non poche soddisfazioni.

Adesso sono io a ringraziare Mena per il suo impegno e per la sua grande professionalità. La traduzione di un romanzo, com'è noto, è un lavoro arduo e delicato poichè, a differenza di altri libri (come ad esempio un testo scientificio o un saggio), deve mantenere il sapore e l'emotività impressa nel testo dall'autore. E' un lavoro, quindi, che può essere realizzato solo attraverso un confronto continuo e minuzioso tra autore e traduttore, nel pieno rispetto di alcune regole che garantiscano le sfumature di senso ed il pieno significato delle descrizioni e dei dialoghi presenti nel libro. Con Mena ho avuto il piacere di lavorare in questo senso e sono convinto che i lettori argentini potranno godere, in questa nuova opera, di una traduzione in castellano fluida, autentica e intensa. Grazie Mena!

Commento di Silvia Leuzzi sulla narrativa di Viceconti

Silvia LeuzziImbattersi nella narrativa di Viceconti è un’avventurosa ed accattivante impresa. I suoi libri non si perdono dietro alchemiche parole poetiche. Un diffuso equilibrio sembra soppesare ogni frase, affinché non ve ne sia alcuna superflua. Una narrazione degli eventi sapientemente costruita per acciuffare per il bavero il lettore, costringendolo a proseguire nella lettura preso da una curiosità insaziabile. Nicola Viceconti è laureato in Sociologia e Scienze della comunicazione. Le sue opere hanno una decisa impronta sociologica nell’analisi delle situazioni in cui si vengono a trovare i personaggi. La prosa scorrevole ha il pregio di non annoiare, anzi appassionandoci agli eventi, apprendiamo importanti informazioni sulla storia e sul popolo argentino, senza la pedanteria del saggio o del romanzo puramente storico.

Dentro al grande grembo dell’emotività il buon Viceconti trova la forza di far urlare i suoi libri, lo stesso urlo di silenzio delle madri di Plaza de Mayo, ormai nonne, ma sempre ferme e irriducibili nel volere giustizia per i loro figli innocenti massacrati barbaramente. In questi romanzi l’ordine degli avvenimenti cronologici e quelli della storia si intrecciano armoniosamente, le eventuali distorsioni temporali se ci sono, sono impercettibili.

E’ invece molto usato il flash back chiamato anche “analessi” e cioè la rievocazione di eventi successi precedentemente al tempo del racconto. E’ questo salto temporale che ravviva la memoria, la rende presente anche a chi non vorrebbe, soprattutto a chi non vorrebbe, a chi nell’oblio costruisce soprusi. Il percorso della memoria intrapreso dall’autore comincia dall’emigrazione, un fenomeno che ha contribuito in maniera sostanziale a dare all’Argentina l’aspetto sociale che ha. Più di tre quarti della popolazione è di origine italiana, immigrati insomma che cercano un’identità culturale e il Tango, che è composto da musica, testi e ballo, ossia espressione corporea, diventa una tradizione popolare. Il Tango è trasmissione di idee, è emozione collettiva. leggi tutta la recensione