Commemorando la “Giornata della memoria”

Giovedì 2 febbraio 2012, alle ore18, presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina a Roma, si terrà la conferenza “Commemorando la Giornata della Memoria”. Interverranno il Ministro Carlos Cherniak sui diritti umani in Argentina, (Responsabile Sezione Diritti Umani dell’Ambasciata Argentina), la Dr.ssa Ana Emilia Sarrabayrrouse, (Responsabile Ufficio Culturale dell’Ambasciata Argentina) e la Professoressa Cristina Blakee ricercatrice presso la Facoltà di lettere, Università degli Studi di La Plata, Argentina.

 

“El derecho de la mujer a la imaginación:
el rol de las escritoras argentinas para niños en el período de la dictadura” 
 

 Traduzione di Virginia Sciutto

Coordina Nora Frey

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Intelligenza e immaginazione, una questione di equilibrio

Tolstoj, rivolgendosi al terzogenito dei suoi tredici figli, offre una interessantissima descrizione riguardo a ciò di cui uno scrittore ha bisogno per il suo lavoro:

“Non puoi immaginare quanto sia importante il suo umore. A volte ti alzi la mattina, fresco e vigoroso, con la testa chiara, e inizi a scrivere. Tutto è sensato e coerente. Lo leggi il giorno successivo e devi gettare via tutto perchè, benchè buono, difetta della cosa principale. Non c’è fantasia, non c’è sottigliezza, manca qualcosa di necessario, non c’è quel che di autentico senza il quale tutte le tue abilità non valgono niente. Un altro giorno ti alzi, dopo una brutta notte, con tutti i nervi a fior di pelle, e pensi: Oggi scriverò bene, in ogni caso. E davvero quello che viene fuori è bello, pittoresco, di grande immaginazione. Lo guardi ancora ma non è buono, perchè è scritto stupidamente. Vi è abbondanza di colori, ma non l’intelligenza sufficiente. Uno sta scrivendo bene solo quando l’intelligenza e l’immaginazione sono in equilibrio. Non appena una di esse prende il sopravvento, tutto salta; si può anche gettar via tutto e cominciare daccapo”

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Armi di istruzione di massa – Raul Lemesoff

Ford Falcon di Raul Lemesoff

Ford Falcon di Raul Lemesoff

 

dalla pagina facebook Suoni Ribelli: 

Un artista argentino ha creato un carro armato-libreria intitolato “Armi di istruzione di massa” o “Arma de Instrucción Masiva”. Raul Lemesoff ha convertito una Ford Falcon verde in una libreria mobile. LA Ford Falcon era l’auto degli “squadroni della morte” durante la dittatura militare degli anni ’70 ma è ora rivestita da oltre 900 libri a copertina rigida. Viaggia per le strade di Buenos Aires distribuendo letteratura free anche in aree remote dove le scuole ed i libri sono scarsi. Raul Lemesoff accetta donazioni per aiutare le scuole in difficoltà.

 

 

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Se non sei laureato a 28 anni, sei uno sfigato!

Michele Martone

Michele Martone

Clandestinoweb: Fa discutere la prima dichiarazione pubblica del viceministro del Lavoro Michel Martone. “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato“. Questo e’ quanto dichiarato da Martone in un intervento all’ex Opificio in via Ostiense a Roma nell’incontro dedicato all’apprendistato.

 

LETTERA A MARTONE DA UN GRUPPO DI “SFIGATI”

 

Una mia considerazione: “E’ un giudizio morale forte e mortificante, irrispettoso delle scelte individuali, dei tempi e delle esigenze di ognuno di noi. Questa affermazione è frutto di un pensiero che non prevede scelte e scaturisce da una visione funzionalista della società, dove ogni tappa ha dei traguardi stabiliti, come un apprendistato, che ti rende “forte” per andare a “competere”. Peccato che molti giovani laureati, anche con il massimo dei voti, rappresentino oggi una grossa fetta dei disoccupati. La domanda sorge spontanea: non sarebbe più giusto pensare alle esperienze di lavoro o di studio di ognuno di noi come qualcosa che sta fuori da ogni rigido percorso predeterminato?”

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Per Miguel e per la sua Argentina

“Miguel Benancio Sanchez amava la vita, l’atletica, l’Argentina, il suo Paese. Quando una banda paramilitare lo sequestrò a casa sua, nella notte fra l’8 e il 9 gennaio 1978, trovò la bandiera bianca e celeste attaccata alla parete. Gli chiesero:
”Perché?”. E lui rispose: “Perché sono argentino”. Aveva 25 anni quando gli bendarono gli occhi e lo infilarono sul Ford Falcon nero, triste e ricorrente presenza di quegli anni infami governati da una feroce dittatura”.

Miguel Benancio Sanchez

Venerdì 20 gennaio 2012, ore 18,  Largo de Bosis 15, Roma

Università dello Sport – sala Marinozzi

Parteciperanno:

Carlos Cherniak, Ministro dell’Ambasciata Argentina a Roma

Elvira Sanchez, sorella di Miguel

Valerio Piccioni, organizzatore della Corsa di Miguel

Nel corso della serata sarà proiettato il documentario  “Correr para no olvidar”, realizzato per Incaa da Koala Contenidos. L’evento è a cura di Valerio Piccioni, organizzatore di La corsa di Miguel. Verranno lette alcune poesie di Miguel Sanchez e Alejandro Almeida, scomparsi nell’ultima dittatura argentina. Inoltre, sarà presentato il progetto “La corsa delle donne” per affrontare i diritti tra Italia e Argentina. Il progetto è a cura di Nora Frey/Marina Rivera, coordinatrici della rete “Mujeres Argentinas” in Italia.

“El derecho de la mujer a la imaginación: el rol de las escritoras argentinas para niños en el período de la dictadura”

Interverranno Cecilia D’Elia, Vicepresidente e Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, autrice del libro “Nina e i diritti delle donne”. Editrice Sinnos, 2011 e Cristina Blake (docente di letteratura all’Università degli Studi di La Plata). Progetto Sur presenterà Spazi(des)Aparecidos, una mostra fotografica sugli ex-centri clandestini di detenzione e tortura attivi durante l’ultima dittatura militare in Argentina.

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Cile: la rivoluzione dei pinguini – Raul Zibechi

Pensador-activista y periodista uruguayo

Escritor y periodista uruguayo

di Raul Zibechi

Gli studenti cileni non solo mettono in questione l’educazione che ricevono perché è mercantile ed elitaria, e perché riproduce e approfondisce le disuguaglianze, ma nelle scuole occupate mettono in pratica l’educazione che sognano e per la quale lottano da anni. “Se i lavoratori possono autogestire una fabbrica, noi siamo in grado di gestire in autonomia il liceo”, butta lì con un sorriso stampato in faccia Christopher, 17 anni, studente del liceo “Luis Corvera Galecio A-90″, nel municipio di San Miguel de Santiago. Il liceo è stato occupato come altri 200 in città, ma il 26 settembre ha deciso di seguire l’esempio dei lavoratori della fabbrica di ceramica Zanon di Neuquén (Argentina), occupata dai lavoratori e rimessa in funzione già da dieci anni.

“In quel momento le cose erano complicate perché l’occupazione si stava indebolendo – riflette Christopher – Sapevamo che non bastava criticare l’educazione che riceviamo e bisognava fare qualcos’altro, ma non sapevamo cosa. Fino a quando siamo venuti a sapere che si teneva un incontro con gli operai della Zanon presso l’Universidad de Chile, siamo andati a sentirte e quando siamo tornati abbiamo iniziato l’autogestione del liceo”.

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Rafael Flores Montenegro, l’investigatore del tango

Se si parla della cultura del tango nel senso più ampio del termine e non soltanto legata all’aspetto del ballo, è doveroso citare il mio amico argentino poeta e scrittore Rafael Flores Montenegro. Un uomo dagli occhi scuri e lo sguardo penetrante con un viso scolpito da lineamenti “latini”.

 

 

Rafael Flores vive a Madrid dal 1979 ed è uno dei saggisti più produttivo sul tango. Fino ad oggi ha pubblicato i seguenti libri: El tango, desde el umbral hacia adentro. Amor en el tango: Gricel, José María Contursi. Gardel y el tango, repertorio de recuerdos; Carlos Gardel, la voz del tango y Osvaldo Berlingieri. “Yo toco el piano”.

Nei suoi testi è possibile reperire una importante quantità di aneddoti, biografie, testi di canzoni, fotografie, tanto di persone che di oggetti legati alla storia del tango ed alla sua evoluzione. Il filo conduttore delle sue opere è Carlos Gardel e non mancano in esse i riferimenti alla vita del più famoso cantante di tango di tutti i tempi, alle sue composizioni, alle sue pellicole, ai suoi viaggi.

Il lavoro di Rafel Flores in relazione al tango, non si limita alla scrittura. Dalla fine degli anni 80 l’autore argentino diffonde la sua conoscenza sul tango attraverso il programma radiofonico “A mano a mano” e partecipa a diverse conferenze in diverse università di capitali europee.

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Buscando a Ana – Carlos Parma

 

Plaza Velez Sarsfield

Plaza Velez Sarsfield

La plaza …

Busco a Ana en la multitud. Hay más gente que de costumbre. Las consignas son las mismas: “Si Evita viviera sería montonera” y “Montoneros … Montoneros, son soldados de Perón; los gorilas tienen miedo, tienen miedo al Paredón”. Han anunciado que hoy viene Firmenich, Quieto y Burllich. A mi me gustaba más Mariano Pujadas… ¡ese sí que tenía las pelotas puestas!. Era capaz de morir, de bala, de manos de la oligarquía… me da pena, lo imagino preso de pánico en esa atroz noche de Trelew… que lástima  ya nadie se acuerda…

Aunque Javier habla con veneración de ellos, yo desconfío un poco de estos oradores,  huelen más a “negociadores” que a un combatiente comprometido. Dios quiera que no nos desilusionen. Lo cierto es que tengo que estar aquí, cantando y puteando. Al final ya sé como va a terminar esto: “todos corriendo y la cana tirando gases lacrimógenos”… siempre la misma historia. Javier me pide concentración militante… yo sigo buscando a Ana. La plaza Velez Sarsfield está llena de almas. El impenetrable palco está rodeado de los omnipotentes bombos. Pronostican  más de treinta mil compañeros. No es para menos, el hecho es histórico: se unen FAR y Montoneros. En el debate intelectual nosotros teníamos la historia contada por Rodolfo Walsh… ellos la “palabra en acción” de Paco Urondo. El enmascarado discurso no lo entendí nunca del todo. Las palabras eran espejos donde uno se miraba y era mirado por otro. Nosotros -los montos- somos exageradamente más, es una diferencia numérica incomparable. Además somos peronistas, de izquierda sí, pero peronistas, los otros son… lo arcano, el sigilo… una miscelánea sin término, sin cantera. Como en la alegoría de la caverna yo  pensaba que éramos únicos, irrepetibles. Bifronte Javier, que todo tejía y destejía, acomodándose sus gafas intelectuales me decía lapidariamente: “es una movida estratégica”… y aunque yo no entendía un carajo eso, asentía en buen estilo revolucionario.

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La Casa Suiza

La Comunità Afro argentina di Buenos Aire e l’Associazione Basta de Demoler hanno recentemente manifestato di fronte alla La Casa Suiza per esprimere la loro disapprovazione al progetto di  demolizione di questo storico edificio che, negli anni, ha fatto da cassa di risonanza a molteplici espressioni culturali e musicali. La Casa Suiza, di proprietà della Società Filantropica Svizzera, fu fondata nel 1861. La sua notorietà inizia fin dalla fine degli anni ’20 e annovera tra i suoi spettacoli importante artisti come il duo Gardel-Razzano e Hermetica-Patricio. Per molto tempo è stata la sede del Shimmy Club, un’associazione di afro-argentini fondata da Alfredo Núñez, l’istituzione afro-porteña più rappresentativa tutta l’Argentina. In ogni cittadino afro-porteño adulto di Buenos Aires è vivo il ricordo delle fantastiche serate trascorse al Club. Oltre a famose orchestre di tango, come quella diretta dagli afro-porteños Enrique Maciel y Tomás Santillán, nella Casa Suiza si sono esibiti numerosi gruppi di musica jazz e piccole orchestre di musica tropical.  In una sala della Casa si organizzavano anche corsi di candombe porteño e di rumba abierta. Durante le feste di carnevale i frequentatori della Casa ballavano candombe per le strade e di cantavano canzoni come questa:


Miralá qué linda viene,
miralá qué linda va,
la comparsa de los negros
que se va y no vuelve más.
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Il giornalismo nell’era wiki – Anita Posaric

Fonte:  

Il giornalismo nell’era wiki, informazione partecipata e laboratori di senso

Sviluppi e problemi dell’ informazione e della professione giornalistica analizzati anche attraverso l’ esperienza di Lsdi nella tesi con cui una studentessa croata si è  laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma e che qui pubblichiamo – “Il giornalismo nell’era wiki, informazione partecipata e laboratori di senso : l’esperienza del sito LSDI”, questo il titolo del lavoro. Il futuro del giornalismo analizzato attraverso il lavoro di documentazione prodotto in questi anni da Lsdi. E’ la Tesi di una studentessa croata, Anita Posaric*, che nel novembre scorso si è laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma.

 

SCARICA TESI

*Anita Posaric, 31 anni, vive a Varazdin, Croazia, dove è nata. Dopo la laurea specialistica a Roma in Giornalismo ed Editoria, con la tesi che qui pubblichiamo, è tornata in Croazia e lavora preso la Diocesi di Varazdin nel campo della comunicazione pastorale.

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Maldito Tango

Luto por la muerte de Andrea Missé

 

 

www.laarena.com.ar: Un múltiple choque se produjo ayer después del mediodía en la ruta nacional 152, al oeste de General Acha. Participaron cuatro vehículos, todos conducidos por turistas, y como consecuencia del siniestro, murió la bailarina de tango Andrea Misseé, que iba en uno de los rodados. La ruta fue cortada parcialmente por cuatro horas, debido a que uno de los autos quedó sobre uno de los carriles. Además del fiscal Juan Bautista Méndez, también se hizo presente personal de Criminalística de Santa Rosa.

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Pagine e Caffè – Emigrazione, Memoria e Identità

Sabato 14 gennaio (h 18.00), presso la libreria Pagine e Caffè di Roma, Via Gallia, 37   

 

Emigrazione, Memoria e Identità
attraverso i romanzi di Nicola Viceconti
 

Presentazione di “Cumparsita” e “Due volte ombra” 

Letture teatralizzate a cura di Marco Tullio Dentale e Serena Damiani   

Riflessioni sull’Argentina

Proiezione trailers dei romanzi

Dibattito con il pubblico

Brindisi con l’autore

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Mon Père… suona bene!

dal romanzo “Due volte ombra” di Nicola Viceconti

 

I dialoghi tra Mirta e suo padre non sempre nascevano per rievocare esperienze drammatiche, spesso Julian le domandava della musica o del cinema. Mirta adorava il cinema e così iniziarono ad andarci insieme di tanto in tanto il sabato pomeriggio. Altre volte era lei ad interessarsi sulla vita di suo padre in Francia.

- Che lavoro facevi a Parigi?

- Insegnavo storia all’università.

- E ti piaceva?

- Sì. So fare solo questo. Ho sempre creduto che tutti dovrebbero conoscere le vicende del proprio popolo.

- Lo dice sempre anche la mia amica Laura.

- Ha ragione. La storia è di tutti e solo conoscendo il proprio passato si può pensare ad un futuro migliore.

- Allora riprenderai ad insegnare?

- Chissà. Per ora sono impegnato con la nostra di storia. Dobbiamo ripassare sedici anni di fatti importanti, soprattutto i tuoi.

- Sì ma un po’ per volta! Io devo studiare anche altre materie.

Sorrisero e ripresero a passeggiare. La passione di Julian per l’insegnamento gli aveva permesso di svolgere il proprio lavoro con devozione, serietà e di ottenere un elogio dal preside della facoltà della Sorbona. Durante quelle poche settimane a Buenos Aires aveva già ricevuto alcune proposte di lavoro. Con l’inizio del nuovo anno scolastico avrebbe intrapreso l’attività di ricercatore all’UBA e nel giro di qualche mese sarebbe andato con la figlia a vivere in una nuova casa nello stesso barrio dei nonni.

- Com’è Parigi? E i francesi? Laura mi ha detto che sono arroganti, diffidenti e pieni di manie di grandezza.

A Julian venne da ridere, in quelle poche parole Mirta aveva elencato solo i loro stereotipi, gli stessi che si era portato dietro lui quando aveva messo piede in Francia tanti anni prima. Poi, ci mise poco a scoprire che la Francia era soprattutto una miniera di letteratura, storia, musica e buon vino.

- La vertu de la population à aller au delà des apparences !

- Che significa?

- La virtù dei popoli va oltre le apparenze! E vale anche per noi argentini sai? Siamo noti per la carne alla brace, il tango, la pampa sconfinata… e i desaparecidos! Al mondo ci conoscono per questo, eppure siamo anche altro.

- Maradona?

Aggiunse Mirta.

- Ah, el pibe de oro, dimenticavo. No, non solo per quello.

Julian le indicò l’insegna di un ristorante. Sopra c’era scritto el Tano, pizza Napoli.

- Vedi Mirta, basta guardarsi intorno con attenzione per accorgersi che noi argentini siamo soprattutto una mescolanza di popoli, culture e linguaggi. Buenos Aires ne è lo specchio. Domani ti farò vedere alcuni quartieri dove ti sembrerà di stare in Europa.

Lei rispose con un cenno della testa ma le sue orecchie erano rimaste sintonizzate su quella frase in francese che suo padre aveva appena pronunciato. Era attratta da quel suono e dal modo diverso di pronunciare la erre.

- Come si dice papà in francese?

- Père.

- Père, – ripeté Mirta- suona bene.

- Sì. E’ una bella lingua il francese.

- E “mio” come si dice?

- Mon

Mirta ripeté a bassa voce anche quella parola mentre Julian le afferrò una mano per attraversare la strada.

- Forza sbrigati, sta per diventare verde e questi non ci aspettano sai?

Fecero appena in tempo a mettere il piede sul marciapiede che il fiume di auto di Avenida Alcorta riprese a scorrere incessantemente.

- …Mon Père…  suona bene!

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Tres deseos

Escuchar los niños para aprender a ser adultos!!

 

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Argentina – articolo di Gennaro Carotenuto

Articolo tratto dal sito http://www.gennarocarotenuto.it/

L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici

 

di Gennaro Carotenuto

Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro‐sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.

Il cosiddetto “corralito”, il blocco dei conti correnti bancari dei cittadini, era stato l’ultimo passo di una vera guerra economica contro l’Argentina durata quasi cinquant’anni. L’FMI era stato il vero dominus del paese dal golpe contro Juan Domingo Perón nel 1955 fino a quel 19 dicembre 2001. Attraverso tre dittature militari, 30.000 desaparecidos e governi teoricamente democratici ma completamente sottomessi al “Washington consensus”, l’Argentina era passata dall’essere una delle prime dieci economie al mondo all’avere province con il 71% di denutrizione infantile, dalla piena occupazione al 42% di disoccupazione reale, da un’economia florida al debito pubblico procapite più alto al mondo. Con la parità col dollaro, e con la popolazione addormentata dalla continua orgia di televisione spazzatura dell’era Menem (1989‐1999), il paese aveva dissipato un’invidiabile base manifatturiera e tecnologica. Nulla più si produceva e si spacciava che oramai fosse conveniente importare tutto in un paese che aveva accolto, realizzato e poi infranto il sogno di generazioni di migranti e da dove figli e nipoti di questi fuggivano.

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La lettera di Natale di Suor Geneviève

Con grande piacere pubblico la lettera di Natale della carissima amica Suor Geneviève, appartenente alle Piccole Sorelle di Gesù. Suor Geneviève è la nipote di una delle due suore  francesi che, dopo esser state rapite e rinchiuse all’ESMA (Escuela de Mecanica de la Armada), furono torturate e gettate in mare. Ha scritto questa lettera alcuni giorni fa, di ritorno dall’Argentina, dove si è recata per assistere alla sentenza del maxi-processo Esma. 

Parole sincere e illuminanti…

 Suor Geneviève 

Carissimi  amici e sorelle,

quest’anno la mia lettera di Natale sarà una condivisione del mio viaggio in Argentina. Ho il cuore pieno di ringraziamento per tutti quelli che ci hanno accolti. Avevo desiderato andare per la sentenza del maxi-processo dell’Esma. Avevo sentito l’importanza l’anno scorso per solidarietà con tutte le persone che hanno perso una persona cara nella dittatura : 5000 à l’Esma sui 30 000 desaparicidos. Desideravo pure essere questa piccola presenza della Chiesa, là dove il cuore è stato ferito…

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Argentina: foto dei torturati uccisi con i voli della morte

 

 

Dalla rivista argentina Sin Embargo ecco le terribili 180 foto declassificate dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Riguardano i voli della morte. E mostrano i corpi di una ventina di “desaparecidos” ripescati in Uruguay tra il 1976 e il 1979. Corpi che mostrano segni di tortura, i segni della picana elettrica, legacci vari comprese corde di persiana.

Sono foto che improvvisamente riemergono dal passato. Confermano i voli della morte, se fosse mai necessario confermarli, ma soprattutto aprono ora nuovi interrogativi, a partire dal primo: a chi appartengono questi poveri corpi. Un interrogativo che si moltiplica in Argentina dove da poco è stata ritrovata una fossa comune di corpi a Tucumàn.

 

Imágenes que prueban los vuelos de la muerte

Pagina 12: Por Alejandra Dandan

El expediente que la Comisión Interamericana de Derechos Humanos hace público por primera vez incluye más de 130 imágenes e informes de las fuerzas de Uruguay sobre el hallazgo de cuerpos arrastrados por el mar durante la dictadura.

El informe es un texto mecanografiado, fechado el 22 de abril de 1976. Alguien, que podría haber sido un perito, describe las referencias del hallazgo de un cuerpo de sexo femenino, cutis blanco, cabello negro, estatura 1,60 metro; complexión mediana; de unos treinta años y con un tiempo de muerte aproximado de entre 20 y 25 días. El cuerpo apareció, según la misma referencia, en la Laguna de Rocha, de Uruguay, comunicada con el mar. Físicamente “presentaba indicios externos de violencia: signos de violación, probablemente con objetos punzantes; fracturas múltiples y el codo izquierdo destrozado; múltiples fracturas en ambas piernas con indicios de haber sido atadas; enorme cantidad de hematomas diseminados por todo el cuerpo; destrozo total del cráneo y del macizo oseofacial”. No encontró el perito “ningún posible elemento identificatorio”: “El cuerpo fue extraído desnudo de las aguas y las huellas dactilares obtenidas no arrojaron respuestas positivas”.

 

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“Due volte ombra” – Casa della Cultura Argentina

La presentazione di Due volte ombra, che si è tenuta ieri 13 dicembre presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina, ha rappresentato un importante momento di riflessione sulla Memoria del popolo argentino “per non dimenticare” gli anni bui dell’ultima dittatura. Si tratta di un minuscolo pezzo nel gigantesco mosaico delle attività che, quotidianamente, tutte le associazioni argentine impegnate nei diritti umani, svolgono instancabilmente da oltre trent’anni. Ma cos’è la Memoria per una collettività? Viceconti lo ha spiegato parlando del suo romanzo, paragonandola a una grande cornice messa a disposizione di tutti. Uno spazio immaginario che “non vale tanto per quello che è ma per l’uso che se ne fa”.  Gli ha fatto eco Vera Vigevani, madre de Plaza de Mayo - linea Fundadora, che ha denominato questo suo impegno nella scrittura come una ”Militanza della memoria”.

Il tema dei desaparecidos in generale e quello del furto sistematico delle identità dei loro figli affrontato nel romanzo, rappresenta un crimine che investe l’intera umanità e ci impone un obbligo. Si tratta della conversione del dolore in azione, per evitare il ripetersi dell’orrore. E’ questo il messaggio emerso nella manifestazione dedicata a “Due volte ombra”, attraverso le riflessioni del PM Francesco Caporale e della giornalista Cecilia Rinaldini. Alcune considerazioni sul valore civile del romanzo sono state espresse dalla Professoressa Silvia Leonzi.

 

 

Memoria e giustizia. Rappresenta un binomio indissolubile e non un semplice slogan. E’ l’invito rivolto all’intera collettività ad intraprendere un percorso con determinazione e coraggio, senza vendetta, proprio come sottolineano in ogni occasione le Madri e le Abuelas de Plaza de Mayo e come ha dichiarato Eduardo Galeano in una sua intervista: “L’unica maniera per evitare che la storia si ripeta è facendo giustizia. La giustizia non è vendetta. E’ il sano ossigeno che il corpo sociale richiede per non tornare ad inciampare sugli stessi sassi, a cadere nelle stesse buche e a commettere le stesse atrocità”. La conservazione della memoria racchiude in se una valenza “civile”, capace cioè di andare oltre al “semplice raccontare una storia” e di porsi non solo come una semplice rievocazione del passato, ma piuttosto come compenetrazione nella storia per proiettarsi verso il futuro. Una memoria che rappresenta un monumento fossilizzato nel tempo ma diventa una forza dinamica e propulsiva.

 

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Roma Capitale Multietnica – Salsa per la vita

 

Venerdì 16 dicembre 2011, alle ore 11.00, presso la sala meeting del Clar Hotel di Roma (L.go Lorenzo Mossa 4) si terrà la conferenza inaugurale del progetto Roma Capitale Multietnica dell’associazione “Salsa per la vita“. Tale progetto contempla una serie di iniziative culturali che si svolgeranno a Roma nei giorni 16, 17, 22, 25 dicembre, finalizzate a far conoscere le molteplici culture e popolazioni presenti nella Capitale. Il programma prevede momenti di musica con artisti di diverse nazionalità, una sfilata di moda della stilista Dafne e una mostra fotografica del fotografo brasiliano Roberto Carlos De Moura Tomic intitolata “il mondo gira intorno a me”

Alla conferenza di apertura di Roma Capitale Multietnica parteciperanno l’Avvocato Marco Mercolini, che illustrerà lo spirito dell’iniziativa e le caratteristiche dell’associazione promotrice, Giorgia Lezzerini, curatrice di un’interessante studio di carattere etno-antropologico sulla donna, intitolato “Il ruolo della Donna nella nostra società odierna, in una multietnica città come Roma” e lo scrittore Nicola Viceconti con un intervento sociologico su “Flussi migratori, moda e multiculturalità”. 

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Roma tra cultura e spettacolo

Venerdì 9 dicembre 2011

Il tango, l’emigrazione dei nostri connazionali e il drammatico periodo storico della dittatura militare che ha sconvolto l’Argentina dal 1976 al 1983, sono stati gli argomenti affrontati dallo scrittore Nicola Viceconti in occasione dell’interessante conferenza di apertura della manifestazione “Roma tra Cultura e spettacolo 2011”, organizzata dall’Associazione Roma sempre nel mondo.

Viceconti ha ricostruito, attraverso un filo conduttore ormai ricorrente nei suoi romanzi, alcuni degli aspetti socio-culturali identificativi dell’Argentina. La conferenza è stata presentata da Marcello Pedone e conclusa da Patrizio Mancini (Presidente di “Roma sempre nel mondo”).

I partecipanti alla conferenza hanno apprezzato la presentazione dei libri Cumparsita e Due volte ombra (editi in Italia dalla Gingko Edizioni) attraverso due emozionanti trailer di Giulio Procaccia. Una mostra di “scatti fotografici” realizzati dall’autore nel corso dei suoi numerosi viaggi in Argentina e Uruguay, ha fatto da cornice all’evento culturale. La mostra è stata allestita in un’apposita area del PalaCavicchi insieme all’esposizione pittorica dell’artista cubano Raul Hernandez.

 

 

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MaTeria – Marco Terra

 

 

Arte contemporanea o ricerca della materia? Non lo sappiamo. Marco Terra con la sua MaTeria ci lascia un interessante interrogativo. Atto creativo che si rivolge ai critici o un rapporto disinteressato, solitario e istintivo con la materia che lo circonda? Potenzialmente ognuno di noi è un artista, un artigiano che “sa fare”. Non si sa fino a quando, poi un giorno,  per qualche motivo “interiore”, ci si mette alla prova.

Marco Terra si è messo alla prova ed ha trovato la sua nota, probabilmente a seguito di un interessante periodo meditativo. MaTeria è il suo atto creativo, è l’evento che diventa arte, ma soprattutto è il coraggio di indagarsi e di pronunciarsi attraverso una ricca creatività, un misto tra spirito e apporto fisico. Una creatività umana, sincera e forse non così tanto astratta come sembra.

In bocca al lupo Marco!

 

 

 

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Pobreza – Eduardo Galeano

Eduardo Galeano 

 

Pobrezas

Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen tiempo para perder el tiempo.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen silencio, ni pueden comprarlo.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que tienen piernas que se han olvidado de caminar,
como las alas de las gallinas se han olvidado de volar.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que comen basura y pagan por ella como si fuese comida.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que tienen el derecho de respirar mierda,
como si fuera aire, sin pagar nada por ella.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen más libertad
que la libertad de elegir entre uno y otro canal de televisión.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que viven dramas pasionales con las máquinas.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que son siempre muchos y están siempre solos.
Pobres, lo que se dice pobres, son los que no saben que son pobres.

 

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Cognitio – Serena Verrusio

Il 6 dicembre 2011, alle ore 18,00, presso la Sala Convegni del comune di Ciampino, lo scrittore Nicola Viceconti sarà relatore alla presentazione del romanzo “Cognitio” della giovane autrice Serena Verrusio, organizzata dalla ProLoco di Ciampino nell’ambito degli “Incontri culturali del Martedì”.

 

 

 

“La vita di Nevaeh viene sconvolta tutta in una sera: al ritorno da una serata con gli amici trova due corpi inermi fatti orribilmente a pezzi, i suoi genitori erano stati trucidati; lei stessa e il suo ragazzo vengono assaliti da un mostro uscito dal nulla, ma riescono miracolosamente a salvarsi. Alla stazione di polizia la ragazza viene presa in consegna da due uomini particolari, appartenenti a un’organizzazione segreta. I due le propongono di farne parte, così da poter vendicare la morte dei suoi genitori. Nevaeh accetta e impara le arti marziali e a utilizzare armi e spade: inizia per lei una nuova esistenza. A distanza di tempo rincontrerà i suoi amici di un tempo, gli stessi della sera della tragedia, ma sarà diverso: lei sarà un’altra persona, con un’altra vita. E purtroppo sarà lei a trascinarli in una rischiosa avventura e a mettere in pericolo la loro vita, ma sarà anche l’unico modo per scoprire il più oscuro segreto che l’organizzazione insegue da sempre: cos’è Cognitio? Dov’è Cognitio?”

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Progetto Roma tra Cultura e Spettacolo – Edizione 2011

Il 9 dicembre 2011, alle ore 22,00, presso la Sala Meeting del Pala Cavicchi, lo scrittore Nicola Viceconti sarà relatore alla conferenza di presentazione del “Progetto Roma tra Cultura e Spettacolo Edizione 2011”, organizzata dall’Associazione Culturale “Roma Sempre nel Mondo”, in programma dall’8 all’11 dicembre. Attraverso un filo conduttore, che riconduce ai suoi stessi romanzi, Nicola Viceconti illustrerà, in chiave sociologica, alcuni elementi storico-culturali del tango, dell’emigrazione e dell’ultima dittatura in Argentina. Varie fotografie scattate dall’autore in occasione dei suoi numerosi viaggi in Argentina, saranno messe a disposizione per una mostra fotografica per l’intera durata della manifestazione

 

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Vera Vigevani Jarach

Martedì 13 dicembre 2011,  alle ore 18.00, Vera Vigevani Jarach sarà ospite alla presentazione di “Due volte ombra” – Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina, Via Veneto, 7 (Roma).

 

Vera Vigevani Jarach

 

Vera Vigevani è nata a Milano nel 1928 e dieci anni più tardi dovette emigrare in Argentina perché le leggi razziali le impedivano di andare a scuola e di avere una vita normale. In Argentina sposò Giorgio Jarach e lavorò fino alla pensione come giornalista all’ANSA di Buenos Aires.

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Operazione Massacro – Rodolfo Walsh

La versione italiana di “Operazione Massacro”, il capolavoro di Rodolfo Walsh del 1957, è stata presentata ieri alla Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina (Casa editrice “La Nuova Frontiera”). I relatori Walter Calamita (ex prigioniero politico della dittatura argentina) e Alessandro Leogrande (giornalista-scrittore che ha curato la prefazione al testo) hanno ricostruito lo scenario storico-politico dell’Argentina dagli anni ’50 fino all’ultima dittatura del Generale Videla, illustrando l’attività intellettuale di Rodolfo Walsh. Questo libro, incredibilmente attuale, come ha ricordato Leogrande, “costituisce un esempio imprescindibile di contro-inchiesta che si fa letteratura”. 

 

         Rodolfo Walsh
          Operazione massacro

 

“A metà strada tra il romanzo e la cronaca (…) il libro racconta l’uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta militare golpista, un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente.  Rodolfo Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti, scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando un’insuperata lezione di giornalismo d’inchiesta, si legge come un romanzo”.

A un anno dal golpe in Argentina, il giornalista Rodolfo Walsh scrisse una lettera aperta al governo militare in cui denunciava gli orrori della dittatura. Il giorno dopo venne ucciso e il suo corpo non è mai stato trovato. La lettera è un documento prezioso, sia per l’analisi della situazione politica sia per l’impegno a favore della vita e della libertà.

 

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Dittatura Argentina – Evento a Viggiano

Venerdì 25 novembre, nell’aula magna del Liceo Classico “Giovanni Pascoli” di Viggiano, si terrà un incontro con gli studenti delle classi III, IV e V, dedicato agli aspetti storico-sociali dell’ultima dittatura Argentina. Si tratta di un momento di riflessione sulle cause nazionali e internazionali che hanno dato origine ad uno dei regimi militari più spietati della storia recente. Il punto di partenza di tale giornata di studio sarà la presentazione del libro “Due volte ombra” dello scrittore di origini lucane Nicola Viceconti, già presentato in Basilicata il 18 agosto scorso. L’evento, organizzato dal citato Liceo Classico, con il patrocinio dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viggiano è intitolato:

Dittatura in Argentina
spunti di riflessione su vecchi e nuovi sistemi dittatoriali

 

Introduce:
- Luca Caiazza, Assessore alla Cultura
- Serafina Rotondaro, Preside del Liceo
 
Interventi di:
- Nicola Viceconti, scrittore
- Walter Calamita, ex prigioniero politico
 
Nel corso della mattinata verranno proiettati i seguenti filmati:
“Seconda patria” e “Pillole” 
di Daniele Cini

 

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Radio Rai1 “Prima di tutto” – Intervista a Nicola Viceconti

21/11/2011 – Nicola Viceconti è stato scelto “ascoltatore del giorno” nella trasmissione “Prima di tutto” di Radio Rai 1. Qui di seguito, alcuni stralci dell’intervista dedicata alla sua passione per l’Argentina e alla pubblicazione dell’ultimo libro “Due volte ombra” (GingKo Edizioni) che affronta, in chiave romanzata, il tema delle adozioni illegali dei figli dei desaparecidos.

 

 

Intervista su Radio Rai 1 – 21 Novembre 2011

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Dove cantano le nuvole – Inti-Illimani

“Un progetto culturale che appartiene al pueblo”: “Inti-Illimani” è il primo documentario presentato da Distribuzione Indipendente e non è difficile intuirne il soggetto: lo storico gruppo di musicisti folk (e non solo), importantissimo sia per la storia contemporanea del Cile, che per l’immaginario italiano dagli anni ’70 in avanti.

 

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Su la testa, Argentina! – Orlando Baroncelli

L’Argentina non riesce a rimarginare le ferite che ha lasciato la dittatura 1976-’83. Sono passati tanti anni ma la storia degli scomparsi resta aperta, non solo perché i loro corpi non sono stati mai ritrovati, ma soprattutto perché migliaia di torturatori e responsabili di atrocità restano impuniti, minacciano e a volte ritornano a operare. Il passato si fa presente ogni giorno. I giornali riportano notizie, ritrovamenti, denuncie, scoperte, anniversari e processi. Un profondo dolore attraversa la società argentina, un dolore che non si placa e non ha mai accettato compromessi. Dónde están? Dove sono? hanno reclamato più di trent’anni fa le Madres di Plaza di Mayo. Dove sono? Continuano a chiedere oggi, ma i militari non svelano il loro segreto, non rompono il loro patto di sangue e se qualcuno accenna a parlare può essere suicidato. Nel libro, «Su la testa, Argentina! Desaparecidos e recupero della memoria storica» (Libri Liberi, 2008, 14 euro), Orlando Baroncelli tenta di raccogliere e articolare questa storia mai conclusa; si parte da qualche riferimento storico sul paese per entrare subito negli anni ‘70 del secolo scorso, gli anni della dittatura.

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