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Archive for the ‘Tematiche sociali’ Category

Commemorando la “Giornata della memoria”

Giovedì 2 febbraio 2012, alle ore18, presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina a Roma, si terrà la conferenza “Commemorando la Giornata della Memoria”. Interverranno il Ministro Carlos Cherniak sui diritti umani in Argentina, (Responsabile Sezione Diritti Umani dell’Ambasciata Argentina), la Dr.ssa Ana Emilia Sarrabayrrouse, (Responsabile Ufficio Culturale dell’Ambasciata Argentina) e la Professoressa Cristina Blakee ricercatrice presso la Facoltà di lettere, Università degli Studi di La Plata, Argentina.

 

“El derecho de la mujer a la imaginación:
el rol de las escritoras argentinas para niños en el período de la dictadura” 
 

 Traduzione di Virginia Sciutto

Coordina Nora Frey

Armi di istruzione di massa – Raul Lemesoff

Ford Falcon di Raul Lemesoff

Ford Falcon di Raul Lemesoff

 

dalla pagina facebook Suoni Ribelli: 

Un artista argentino ha creato un carro armato-libreria intitolato “Armi di istruzione di massa” o “Arma de Instrucción Masiva”. Raul Lemesoff ha convertito una Ford Falcon verde in una libreria mobile. LA Ford Falcon era l’auto degli “squadroni della morte” durante la dittatura militare degli anni ’70 ma è ora rivestita da oltre 900 libri a copertina rigida. Viaggia per le strade di Buenos Aires distribuendo letteratura free anche in aree remote dove le scuole ed i libri sono scarsi. Raul Lemesoff accetta donazioni per aiutare le scuole in difficoltà.

 

 

Se non sei laureato a 28 anni, sei uno sfigato!

Michele Martone

Michele Martone

Clandestinoweb: Fa discutere la prima dichiarazione pubblica del viceministro del Lavoro Michel Martone. “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato“. Questo e’ quanto dichiarato da Martone in un intervento all’ex Opificio in via Ostiense a Roma nell’incontro dedicato all’apprendistato.

 

LETTERA A MARTONE DA UN GRUPPO DI “SFIGATI”

 

Una mia considerazione: “E’ un giudizio morale forte e mortificante, irrispettoso delle scelte individuali, dei tempi e delle esigenze di ognuno di noi. Questa affermazione è frutto di un pensiero che non prevede scelte e scaturisce da una visione funzionalista della società, dove ogni tappa ha dei traguardi stabiliti, come un apprendistato, che ti rende “forte” per andare a “competere”. Peccato che molti giovani laureati, anche con il massimo dei voti, rappresentino oggi una grossa fetta dei disoccupati. La domanda sorge spontanea: non sarebbe più giusto pensare alle esperienze di lavoro o di studio di ognuno di noi come qualcosa che sta fuori da ogni rigido percorso predeterminato?”

Per Miguel e per la sua Argentina

“Miguel Benancio Sanchez amava la vita, l’atletica, l’Argentina, il suo Paese. Quando una banda paramilitare lo sequestrò a casa sua, nella notte fra l’8 e il 9 gennaio 1978, trovò la bandiera bianca e celeste attaccata alla parete. Gli chiesero:
”Perché?”. E lui rispose: “Perché sono argentino”. Aveva 25 anni quando gli bendarono gli occhi e lo infilarono sul Ford Falcon nero, triste e ricorrente presenza di quegli anni infami governati da una feroce dittatura”.

Miguel Benancio Sanchez

Venerdì 20 gennaio 2012, ore 18,  Largo de Bosis 15, Roma

Università dello Sport – sala Marinozzi

Parteciperanno:

Carlos Cherniak, Ministro dell’Ambasciata Argentina a Roma

Elvira Sanchez, sorella di Miguel

Valerio Piccioni, organizzatore della Corsa di Miguel

Nel corso della serata sarà proiettato il documentario  “Correr para no olvidar”, realizzato per Incaa da Koala Contenidos. L’evento è a cura di Valerio Piccioni, organizzatore di La corsa di Miguel. Verranno lette alcune poesie di Miguel Sanchez e Alejandro Almeida, scomparsi nell’ultima dittatura argentina. Inoltre, sarà presentato il progetto “La corsa delle donne” per affrontare i diritti tra Italia e Argentina. Il progetto è a cura di Nora Frey/Marina Rivera, coordinatrici della rete “Mujeres Argentinas” in Italia.

“El derecho de la mujer a la imaginación: el rol de las escritoras argentinas para niños en el período de la dictadura”

Interverranno Cecilia D’Elia, Vicepresidente e Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, autrice del libro “Nina e i diritti delle donne”. Editrice Sinnos, 2011 e Cristina Blake (docente di letteratura all’Università degli Studi di La Plata). Progetto Sur presenterà Spazi(des)Aparecidos, una mostra fotografica sugli ex-centri clandestini di detenzione e tortura attivi durante l’ultima dittatura militare in Argentina.

Buscando a Ana – Carlos Parma

 

Plaza Velez Sarsfield

Plaza Velez Sarsfield

La plaza …

Busco a Ana en la multitud. Hay más gente que de costumbre. Las consignas son las mismas: “Si Evita viviera sería montonera” y “Montoneros … Montoneros, son soldados de Perón; los gorilas tienen miedo, tienen miedo al Paredón”. Han anunciado que hoy viene Firmenich, Quieto y Burllich. A mi me gustaba más Mariano Pujadas… ¡ese sí que tenía las pelotas puestas!. Era capaz de morir, de bala, de manos de la oligarquía… me da pena, lo imagino preso de pánico en esa atroz noche de Trelew… que lástima  ya nadie se acuerda…

Aunque Javier habla con veneración de ellos, yo desconfío un poco de estos oradores,  huelen más a “negociadores” que a un combatiente comprometido. Dios quiera que no nos desilusionen. Lo cierto es que tengo que estar aquí, cantando y puteando. Al final ya sé como va a terminar esto: “todos corriendo y la cana tirando gases lacrimógenos”… siempre la misma historia. Javier me pide concentración militante… yo sigo buscando a Ana. La plaza Velez Sarsfield está llena de almas. El impenetrable palco está rodeado de los omnipotentes bombos. Pronostican  más de treinta mil compañeros. No es para menos, el hecho es histórico: se unen FAR y Montoneros. En el debate intelectual nosotros teníamos la historia contada por Rodolfo Walsh… ellos la “palabra en acción” de Paco Urondo. El enmascarado discurso no lo entendí nunca del todo. Las palabras eran espejos donde uno se miraba y era mirado por otro. Nosotros -los montos- somos exageradamente más, es una diferencia numérica incomparable. Además somos peronistas, de izquierda sí, pero peronistas, los otros son… lo arcano, el sigilo… una miscelánea sin término, sin cantera. Como en la alegoría de la caverna yo  pensaba que éramos únicos, irrepetibles. Bifronte Javier, que todo tejía y destejía, acomodándose sus gafas intelectuales me decía lapidariamente: “es una movida estratégica”… y aunque yo no entendía un carajo eso, asentía en buen estilo revolucionario.

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Argentina – articolo di Gennaro Carotenuto

Articolo tratto dal sito http://www.gennarocarotenuto.it/

L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici

 

di Gennaro Carotenuto

Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro‐sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.

Il cosiddetto “corralito”, il blocco dei conti correnti bancari dei cittadini, era stato l’ultimo passo di una vera guerra economica contro l’Argentina durata quasi cinquant’anni. L’FMI era stato il vero dominus del paese dal golpe contro Juan Domingo Perón nel 1955 fino a quel 19 dicembre 2001. Attraverso tre dittature militari, 30.000 desaparecidos e governi teoricamente democratici ma completamente sottomessi al “Washington consensus”, l’Argentina era passata dall’essere una delle prime dieci economie al mondo all’avere province con il 71% di denutrizione infantile, dalla piena occupazione al 42% di disoccupazione reale, da un’economia florida al debito pubblico procapite più alto al mondo. Con la parità col dollaro, e con la popolazione addormentata dalla continua orgia di televisione spazzatura dell’era Menem (1989‐1999), il paese aveva dissipato un’invidiabile base manifatturiera e tecnologica. Nulla più si produceva e si spacciava che oramai fosse conveniente importare tutto in un paese che aveva accolto, realizzato e poi infranto il sogno di generazioni di migranti e da dove figli e nipoti di questi fuggivano.

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Roma tra cultura e spettacolo

Venerdì 9 dicembre 2011

Il tango, l’emigrazione dei nostri connazionali e il drammatico periodo storico della dittatura militare che ha sconvolto l’Argentina dal 1976 al 1983, sono stati gli argomenti affrontati dallo scrittore Nicola Viceconti in occasione dell’interessante conferenza di apertura della manifestazione “Roma tra Cultura e spettacolo 2011”, organizzata dall’Associazione Roma sempre nel mondo.

Viceconti ha ricostruito, attraverso un filo conduttore ormai ricorrente nei suoi romanzi, alcuni degli aspetti socio-culturali identificativi dell’Argentina. La conferenza è stata presentata da Marcello Pedone e conclusa da Patrizio Mancini (Presidente di “Roma sempre nel mondo”).

I partecipanti alla conferenza hanno apprezzato la presentazione dei libri Cumparsita e Due volte ombra (editi in Italia dalla Gingko Edizioni) attraverso due emozionanti trailer di Giulio Procaccia. Una mostra di “scatti fotografici” realizzati dall’autore nel corso dei suoi numerosi viaggi in Argentina e Uruguay, ha fatto da cornice all’evento culturale. La mostra è stata allestita in un’apposita area del PalaCavicchi insieme all’esposizione pittorica dell’artista cubano Raul Hernandez.

 

 

Pobreza – Eduardo Galeano

Eduardo Galeano 

 

Pobrezas

Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen tiempo para perder el tiempo.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen silencio, ni pueden comprarlo.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que tienen piernas que se han olvidado de caminar,
como las alas de las gallinas se han olvidado de volar.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que comen basura y pagan por ella como si fuese comida.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que tienen el derecho de respirar mierda,
como si fuera aire, sin pagar nada por ella.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que no tienen más libertad
que la libertad de elegir entre uno y otro canal de televisión.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que viven dramas pasionales con las máquinas.
Pobres, lo que se dice pobres,
son los que son siempre muchos y están siempre solos.
Pobres, lo que se dice pobres, son los que no saben que son pobres.

 

Progetto Roma tra Cultura e Spettacolo – Edizione 2011

Il 9 dicembre 2011, alle ore 22,00, presso la Sala Meeting del Pala Cavicchi, lo scrittore Nicola Viceconti sarà relatore alla conferenza di presentazione del “Progetto Roma tra Cultura e Spettacolo Edizione 2011”, organizzata dall’Associazione Culturale “Roma Sempre nel Mondo”, in programma dall’8 all’11 dicembre. Attraverso un filo conduttore, che riconduce ai suoi stessi romanzi, Nicola Viceconti illustrerà, in chiave sociologica, alcuni elementi storico-culturali del tango, dell’emigrazione e dell’ultima dittatura in Argentina. Varie fotografie scattate dall’autore in occasione dei suoi numerosi viaggi in Argentina, saranno messe a disposizione per una mostra fotografica per l’intera durata della manifestazione

 

Vera Vigevani Jarach

Martedì 13 dicembre 2011,  alle ore 18.00, Vera Vigevani Jarach sarà ospite alla presentazione di “Due volte ombra” – Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina, Via Veneto, 7 (Roma).

 

Vera Vigevani Jarach

 

Vera Vigevani è nata a Milano nel 1928 e dieci anni più tardi dovette emigrare in Argentina perché le leggi razziali le impedivano di andare a scuola e di avere una vita normale. In Argentina sposò Giorgio Jarach e lavorò fino alla pensione come giornalista all’ANSA di Buenos Aires.

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Radio Rai1 “Prima di tutto” – Intervista a Nicola Viceconti

21/11/2011 – Nicola Viceconti è stato scelto “ascoltatore del giorno” nella trasmissione “Prima di tutto” di Radio Rai 1. Qui di seguito, alcuni stralci dell’intervista dedicata alla sua passione per l’Argentina e alla pubblicazione dell’ultimo libro “Due volte ombra” (GingKo Edizioni) che affronta, in chiave romanzata, il tema delle adozioni illegali dei figli dei desaparecidos.

 

 

Intervista su Radio Rai 1 – 21 Novembre 2011

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Dove cantano le nuvole – Inti-Illimani

“Un progetto culturale che appartiene al pueblo”: “Inti-Illimani” è il primo documentario presentato da Distribuzione Indipendente e non è difficile intuirne il soggetto: lo storico gruppo di musicisti folk (e non solo), importantissimo sia per la storia contemporanea del Cile, che per l’immaginario italiano dagli anni ’70 in avanti.

 

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Lettera dall’Argentina

Trovo molto interessante questa lettera scritta dall’Argentina e inviata a Beppe Grillo.

“Caro Beppe, cari tutti,

da piccola mio padre mi raccontava, e io la sognavo, l’Italia. La vostra meravigliosa penisola e il Mediterraneo erano per noi non soltanto la culla, insieme con la Grecia, della civilizzazione occidentale: per il 40% della popolazione dell’Argentina l’Italia era la Madre Patria. Ci chiedevamo perché dovessimo parlare lo spagnolo, con cui non avevamo niente a che fare. I nostri genitori compravano – delle volte con fatica – riviste italiane come la Domenica del Corriere, e noi bambini guardavamo le vignette “Senza parole” cercando di capirle, intanto ascoltavamo Iva Zanicchi cantare “Fra noi”. In buona parte del mio Paese i cognomi sono esattamente i Vostri.

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Verdades verdaderas – Nicolás Gil Lavedra

Estela de Carlotto junto a sus hijos, el director, guionistas y técnicos de la película “Verdades verdaderas, la vida de Estela” asistieron el jueves a la proyección del filme, que se realizó en Mar del Plata. Dirigida por el debutante Nicolás Gil Lavedra, protagonizada por Susú Pecoraro, Alejandro Awada, Laura Novoa, Fernán Mirás, Inés Effron, Carlos Portaluppi y Rita Cortese, la cinta recorre 40 años de la vida de la presidenta de Abuelas de Plaza de Mayo, contando aspectos íntimos, familiares y políticos.

 

 

“Esta es una película para que la memoria exista y muchos chicos de 32 o 33 años que tengan sus dudas se animen a venir hasta Abuelas”, dijo una emocionada Estela de Carlotto luego de la primera proyección pública del filme.

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In difesa dei Kirchner – Horacio Verbitsky

Per meglio comprendere la situazione politica argentina  pubblico un articolo molto interessante di Horacio Verbitsky per Internazionale, in risposta a Martín Caparrós sugli anni di Néstor e Cristina.

 

“L’opinione di Martín Caparrós “La fame e le bugie di un decennio” è un elenco di falsità contro il processo politico più innovativo che si sia verificato in Argentina negli ultimi cinquant’anni. La rielezione di Cristina Fernández de Kirchner, con la percentuale più alta da quando gli argentini scelgono liberamente i loro leader e con la più grande differenza che si ricordi rispetto al principale avversario, indica che il giudizio dato da Caparrós sui governi che si sono succeduti dal 2003 a oggi non corrisponde a quello dei suoi concittadini. Ma forse questo non gli importa, visto che dopo ogni elezione Caparrós manifesta la sua posizione elitaria con commenti pieni di aristocratico disprezzo nei confronti degli elettori. Due settimane fa ha definito le popolazioni indigene “una specie protetta con il sostegno della comunità internazionale, delle organizzazioni non governative, dei programmi speciali e della stampa”.

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Elogio alle mani di mio padre – Hector Perfumo

Germán Vache, un amigo che vive a Rosario, mi ha inviato una poesia di Hector Perfumo, scrittore e poeta italo-argentino di 90 anni. La poesia s’intitola “Elogio alle mani di mio padre”, un testo carico di significato per tutti gli emigranti. Nella foto il poeta Hector Perfumo in compagnia di Germàn e di Mirella Giai, Senatrice italiana all’estero.

Germán Vache, Mirella Giai y Hector Perfumo

“Ricordo che da piccolo mi appassionavano le mani di mio padre, mani grandi, forti, generose, sempre pronte a stringere con sincerità la destra che gli si offriva. Ricordo le mani oneste, vigorose, tenaci, che si… incallirono imparando e dopo lavorando, con speranza nei frutti futuri, la feconda terra del Sud della nostra provincia de Santa Fe, e poi nella città di Rosario. All’inizio, furono le mani giovanili di un quasi adolescente che venne dal Piemonte con la sola ricchezza dei suoi quattordici anni appena compiuti.

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In mezzo alla tempesta – I piccoli fratelli del vangelo

Tra gli anni ’60 e ’70 fiorì in America Latina un nuovo modo di essere cristiani. Era il tempo in cui si delineava la teologia della liberazione e la Chiesa, rinnovata dal Concilio Vaticano II e dalla Conferenza Episcopale di Medellín, ritrovava le sue radici nella solidarietà con i poveri. In tutto il continente germogliavano movimenti laici e religiosi che intendevano restituire alla parola di Gesù il suo essere lievito di libertà e giustizia. In Argentina, però, questa fioritura non fu senza dolore.

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El libro de Mariel – Miguel Corsi

” Me llevo mucho tiempo, casi cinco años, decidirme poner en circulación este manuscrito. Quizás la razón que me detenía, al menos en forma racional, era el costo de impresión de un libro de éxito incierto. Pero la razón verdadera, sospecho, era el miedo al ridículo, a las palabras ácidas acerca del valor estético de la obra. Superé ese temor al recordar que las razones que me llevaron a escribirlo no fueron precisamente ser evaluado en un certamen literario o buscar convertirlo best seller de lectura liviana. Quise aportar un testimonio directo de la historia reciente Argentina. Para aquellos que eran muy jóvenes, o para aquellos que estuvieron lejos del “teatro de operaciones” ya sea física o actitudinalmente. Y también para todos aquellos que nos reconocemos, con lagrimas en los ojos, en ese pasado doloroso. Por expreso pedido de mi madre, aclaro que ella no estaba tan ignorante de los acontecimientos, al menos como sugiero en algunos pasajes; vaya en mi descargo que esa era mi percepcion en esos meses. Es inevitable caer en un lugar común, pero realmente me sale del corazón: Dedico este libro a mi hermana María Elina Corsi, desaparecida bajo el ultimo régimen militar que (des)gobernó a mi querida Argentina durante 1976 -1983.  A ella y a los 30.000 desaparecidos. Donde quiera que estén, descansen en paz”.

Miguel Corsi

Mariel Corsi

Prologo

Escribir las primeras palabras de este libro representa un desafío personal inexcusable, por mi condición de ciudadana, mi amor por los libros, mi pasión por la historia y por las verdades, y sobre todo un compromiso en la búsqueda de las frases precisas para expresar claramente lo que debo presentar.

El “Libro de Mariel” es una Historia de Vida en la que Miguel Corsi ha logrado plasmar la tragedia que, tan desoladoramente, golpeó miles de hogares argentinos durante los aciagos años de la última dictadura militar que sumergió a nuestro país en el terror. Nos traslada al universo generado por las incertidumbres de las ausencias que permanecen hoy latentes, a pesar del cansancio y del tiempo, en lo que Adolfo Perez Esquivel ha llamado “duelo en suspenso”. Desde el anonimato al que fueron sometidos todos nuestros desaparecidos nos están dando su memoria, en la certeza de que hay caminos que debemos clausurar sin olvidar. No creo que sea justo para con ellos decir que sus destinos nos han servido para aprender. Aún a riesgo de no ofrecer consuelo sigo considerando que no se puede justificar ni con el mejor propósito tanta irracionalidad, tanta negación de la vida cualesquiera sean las motivaciones esgrimidas. Esto fue un genocidio.

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Metidos en algo – Marcelo Marán

Articulo de Carmen Segarra, Secretaria DDHH a.d.u.m.  (Agremiación Docente Universitaria Marplatense)

Desde sus inicios el Juicio por la Verdad en Mar del Plata, ha contado con el apoyo y la difusión de nuestra agremiación docente. A lo largo de estos años hemos señalado su importancia como instrumento que permitió, entre las cuestiones fundamentales, reconstruir la historia del Terrorismo de Estado en nuestra ciudad. Sin embargo, pese al carácter público de las audiencias, creemos que la valiosa información que ha surgido de las mismas, no ha sido lo suficientemente difundida, particularmente en lo que hace a las instituciones de educación media. Al reflexionar sobre la necesidad de abordar este objetivo, se consideró que debería elaborarse un material acorde a las características particulares de los adolescentes. Fue así como durante el 2005 y 2006, se elaboró y presentó un proyecto a la Secretaría de Ciencia y Tecnología del Ministerio de Educación.

 

Una historia que muestra hechos del pasado y los relaciona con nuestro presente.

 

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Ausencias Presencias – Marcela Ines Fernández

“Es posible construir otro mundo más justo y solidario,
quizás mediante una explosión de silencio”
 

Con questa frase l’amica pittrice argentina Marcela Ines Fernández accoglie i visitatori sul suo interessantissimo blog intitolato Memoria=Identità. Visitandolo, ci si rende conto che, più di un semplice blog, si tratta di un progetto che nasce principalmente dalla lotta contro l’impunità (e le sue conseguenze) dei responsabili dell’orrore della dittatura argentina. Una forma di collaborazione per il recupero della memora storica, tanto sociale quanto individuale, attraverso la pittura. 

 
Ausencias presentes. Oleo sobre Lienzo 130 x 70 cm – 2010
 

“Estas obras surgieron a lo largo de muchos años de intentar superar la desaparición de dos de mis hermanos y recobrar la memoria de ellos y de los 30000 desaparecidos. A la vez es un homenaje hacia Ellos, las Madres y Abuelas de plaza de mayo y un canto de esperanza hacia los HIJOS… va con mucho amor, mucho respeto y sobretodo admiración por su lucha que sirve de gran ejemplo de coraje para mi vida”.  (Marcela)

Memoria
Hace más de 30 años, nos robaron, maltrataron, nos desaparecieron.
Hace más de 3…0 años, sus ausencias hacen mi presencia.
Hace mas de 30 años, quisieron callarte, Hermano, pero tu voz quedo grabada en mi alma.
Hace más de 30 años…
y aún los recordamos, plenos de vida, de energía
Quisieron restar y lo único que lograron fue multiplicar…
Hace más de 30 años espero Justicia…
Lo demás ya no llega…
lo demás quedo en mi corazón
y en cada corazón que vibra la energía de esas 30.000

Abuelas de Plaza de Mayo – Premio UNESCO

La Asociación Civil Abuelas de Plaza de Mayo, reconocida en el mundo entero por su labor, fue reconocida en París con el premio por la paz de la UNESCO. Hasta el momento son 102 los nietos recuperados por la agrupación en los 34 años de historia. “Quedan 400 niños por recuperar todavía. Ese es el mejor premio para nosotros”, dijo la títular de la agrupación, Estela de Carlotto. La titular de Abuelas de Plaza de Mayo expresó así su emoción “por el reconocimiento a una lucha tan dura”, tras conocer que la asociación fue galardonada. 

 

 

 

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La Notte delle matite (Noche de los Lápices), è il nome in codice dell’operazione organizzata dalla polizia Argentina, con lo scopo di sequestrare, sempre durante la notte, reprimere, torturare ed uccidere, gli studenti delle scuole superiori che si fossero resi colpevoli di “attività atee ed anti nazionaliste” nel periodo intercorrente tra il 24 marzo 1976, data del colpo di stato che porterà al potere la giunta militare guidata da Jorge Rafael Videla, ed il 1983, in quello che fu definito all’epoca come Processo di Riorganizzazione Nazionale.

 

 

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“Due volte ombra” – Servizio al Tg3-Basilicata

Servizio del 23 agosto 2011 dedicato al romanzo ”Due volte ombra” di Nicola Viceconti andato in onda sul Tg RAI3 della Basilicata .

 

 

9 agosto – Día de los Pueblos Originarios

Han llegado a América
“por servir a dios y su majestad
y también por su riquezas”
Bernal Díaz del Castillo

 

 

Según la Resolución 49/212 de la Naciones Unidas el  9 de Agosto se celebra el Día Internacional de los Pueblos Indígenas, con el propósito de poner en valor la diversidad de las culturas del mundo, respetando sus tradiciones, creencias y lenguajes.  Promoviendo el respeto y los derechos a las libertades individuales más allá de raza, sexo o religión. Su meta además es ayudar a solucionar los problemas que los acojen correspodientes al medio ambiente, educación, salud y desarrollo. 

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Las Abuelas anuncian la recuperación de una nueva nieta

La titular de Abuelas de P.za de Mayo, Estela de Carlotto

La titular de las Abuelas, Estela de Carlotto

La Asociación Abuelas de Plaza de Mayo anunciarán el próximo lunes una nueva restitución. Este sería el caso de nieta recuperada número 105 y será anunciado en conferencia de prensa. Cabe recordar que las Abuelas de Plaza de Mayo informaron el último 15 de abril la resolución de su caso n. 104. Se trata de Liliana Irma Ross, asesinada por el terrorismo de Estado, embarazada de cinco meses y medio. La mataron en la madrugada del 1º de febrero de 1977 en un enfrentamiento fraguado ocurrido en las calles Pasco y Roca de la localidad de Ciudadela, provincia de Buenos Aires. Read the rest of this entry »

Presentazione “Due volte ombra”

Giovedì 18 agosto 2011, alle ore 21, nella suggestiva cornice del “mandorleto” di Viggiano si svolgerà una serata-spettacolo per la presentazione del romanzo “Due volte ombra” di Nicola Viceconti. L’evento, dedicato ai bambini rubati come “bottino di guerra” negli anni della dittatura argentina, agli schiavi dell’arpa e a tutti i bambini del mondo, è patrocinato dall’Associazione Mirando al Sur, onlus da anni impegnata nello sviluppo di un futuro migliore per i bambini in difficoltà.  L’organizzazione è a cura dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viggiano.

Percorso narrativo musicale tra il Sud America e la Lucania a cura di:

Ana Karina Rossi,                                 Ivan Petrilli
 
Jorge Omar Sosa                            Maynet Espina Flores
 

esibizione di tango dei ballerini:

Mercedes Quiligi y Rogelio Bravo

 

Insert teatrale di Antonio Cillis

con la partecipazione dell’attore Fernando Cormick

 

Interventi di:

- Nicola Viceconti (autore del romanzo)

- Nora Frey (Presidente Mirando al Sur)

- Anna Ancora (Ricercatrice)

Facundo Cabral

9 luglio, 2011 | dal blog di Maurizio Campisi

Hanno ucciso Facundo Cabral. Il cantautore argentino, di 74 anni, é stato assassinato sabato mattina a Cittá del Guatemala mentre si dirigeva all’aeroporto per continuare il suo tour centroamericano. Nemmeno a farlo apposta, é stata la violenza, che aveva sempre rinnegato nei testi delle sue canzoni, a portarlo via ed in una delle cittá piú insicure del continente. Con il passare delle ore la prima versione della polizia, che parlava di un tentato assalto, é cambiata ed é apparso sempre piú probabile l’inquietante scenario dell’attentato a sfondo ideologico.



Facundo Cabral

 

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La comunità di Santa Rosa – Mapuche vs Benetton

I Mapuche contro Benetton per l’esproprio dei terreni in Patagonia

 

I Mapuche sono una popolazione indigena della Patagonia che si è vista espropriare la propria terra da parte di Benetton che ha acquistato il 10% delle terre della Patagonia per allevarvi pecore da lana. Tra gli ettari di Benetton ci sono pezzi di terreno sui quali vivono una coppia di agricoltori Mapuche, la famiglia di Rosa e Atilio Curiñanco-Nahuelquir. Da febbraio 2007 i Mapuche, guidati da Rosa e Atilio, hanno fondato laComunità di Santa Rosa, per protestare contro Benetton che li ha espropriati dei territori che spettano loro di diritto per discendenza.

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Marco Bechis

Incontro con  Marco Bechis. Roma Cinema Farnese (Festival del Cine Argentino).

 

Nicola Viceconti e Marco Bechis

 

Marco Bechis: è nato a Santiago del Cile nel 1957, da madre cilena di origine svizzero-francese e da padre italiano. Cresciuto a San Paolo e a Buenos Aires, il 17 aprile 1977, a vent’anni, vene sequestrato e detenuto per quattro mesi dai torturatori argentini in un carcere clandestino chiamato Club Atletico. E’ stato poi espulso dall’Argentina per motivi politici ed è approdato a Milano dove ha vissuto durante gli anni ’80. Ha trascorso lunghi periodi a New York, Los Angeles e a Parigi. Diversi i suoi interessi prima del cinema: maestro elementare a Buenos Aires, fotografo polaroid e video-artista a New York.

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Tg1 – Dimissioni di Elisa Anzaldo

“Me ne vado, non voglio condurre un Tg che nasconde le notizie”

25 maggio 2011 – Elisa Anzaldo scrive a Minzolini: trovatevi un’altra conduttrice, io non ci sto più

 

Alberto D’Argenio su Repubblica:

La lettera compare sulla bacheca del direttorissimo prima dell’edizione delle venti; è firmata Elisa Anzaldo, ed è un bis visto che la conduttrice dell’edizione notturna del Tg1 aveva già espresso la stessa decisione ad aprile, salvo farla rientrare dopo un colloquio con il direttore: “Non posso più rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell’informazione pubblica come equilibrio, correttezza, imparzialità e completezza dell’informazione. Per motivi professionali e deontologici non ritengo più possibile mettere la faccia in un tg che fa una campagna di informazione contro” qualcuno.

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