Alfredo Santucci
| “Ballerini per un…..caso“ |
| PREFAZIONE |
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Un romanzo, prima ancora di risolversi in una esperienza emotiva per il lettore, è l’esito di un’avventura creativa, piena di imprevisti e di scelte tormentate. E’ il viaggio solitario di un autore in cerca della forma. Ogni snodo narrativo è il bivio di un percorso che talvolta è senza ritorno. Comporta il rischio di scegliere una direzione a sfavore di un’altra che poteva rivelarsi più efficace, più fruttuosa di suggestioni. E’ così, a maggior ragione, per chi si cimenta per la prima volta nell’impresa di raccontare, sia pure con i toni della commedia, una storia a sfondo criminale e lo fa disarmato, senza gli strumenti e le astuzie del mestiere. La scrittura di Ballerini per un… caso, come confessa Nicola Viceconti, prende l’avvio quasi per gioco, raccogliendo i luoghi comuni di tanta letteratura gialla, irridendo alle minuziose e ordinate norme della sceneggiatura e scrollando le spalle alle famose venti regole di Van Dine per scrivere un romanzo giallo. Essa nasce piuttosto dal desiderio di estendere fino alla parola scritta le passioni dell’autore, le sue esperienze e frequentazioni degli ultimi anni. La danza e la cultura latinoamericana sono il motore e il filo conduttore del romanzo, così come sono state il motivo di alcuni viaggi, autentici pellegrinaggi nel mondo latino. Era naturale, allora, che “il gioco” si rendesse tanto forte da coinvolgere chi lo aveva creato. In corso d’opera, posso testimoniarlo, la posta in gioco si è alzata fino a gettare il dubbio su ogni cosa. E proprio lì, a mio avviso, dopo la scelta di raccontare non più solo una storia, ma un piccolo Universo, lì è nato un nuovo autore. E’ ingeneroso, quindi, tentare di rapportare alle tipologie più classiche un’opera prima che è vergine ad ogni strategia di prodotto culturale. Il ricorso ai generi letterari, vale la pena ricordarlo, è piuttosto una nostra necessità, un vizio, una tattica per orientarci nel mondo propostoci con l’opera e circoscrivere l’orizzonte delle nostre aspettative. Ballerini per un… caso non è un giallo in senso stretto. Al lettore non si chiede tanto di risolvere l’enigma servendosi degli indizi disponibili, quanto di immergersi nel clima sudato del Palladium la cui ricostruzione è un riuscitissimo mix di fantasia e documentazione scrupolosa. La location è metropolitana, come nell’hard boiled, ma la cornice è tutt’altro che cupa e il punto di vista non è quello dell’eroe corrotto che adotta metodi non convenzionali. A me pare che Nicola Viceconti segua i suoi personaggi con affetto, ma a distanza, lasciandoli liberi di agire e di parlare. Non li sovraccarica di inserti introspettivi. Non si fa tramite dei loro sentimenti. Semplicemente, sceglie che ogni cosa emerga dai loro discorsi diretti e dalle azioni che essi svolgono. Con lo stesso affetto, li fa muovere in situazioni imbarazzanti che mai capiterebbero agli eroi tutti d’un pezzo. Ove fosse necessario un termine di paragone, Ballerini per un… caso potrebbe essere ascritto nel filone, solo apparentemente meno nobile, del caper. Una specie di parodia del genere giallo, dall’andamento divertente e dai personaggi comici. Si tratta di un genere premiato da un grande successo, almeno negli Stati Uniti. Ogni riferimento, certamente, non era nei propositi di Nicola Viceconti che dichiara di essersi immerso nella scrittura per puro caso. Non è così, forse, che ci imbattiamo nelle cose della vita? Soltanto dopo le facciamo nostre, le approfondiamo per cercarvi traccia degli innumerevoli rinvii a tutte le altre. Questo è cogliere ogni opportunità per farne una propria chiave di accesso al mondo. Questo è danzare la vita. Alfredo Santucci (Autore e Regista Cinematografico) |
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Alfredo Santucci |
| Alfredo Santucci, nato nel 1958 a Carpineto Romano (Roma), è autore e conduttore televisivo dal 1976 al 1991. Dopo aver frequentato due corsi di regia cinematografica,dal 1989 ha diretto documentari, filmati industriali e short pubblicitari. “Polifemo” ha vinto il “Sacher d’oro 1998″ per la Migliore Interpretazione Maschile (Tano Cimarosa). |
| FILMOGRAFIA |
| “Il debito” (2003), La sceneggiatura |
| “Polifemo” (1998) |
| “Qualcuno tra la folla” (1994) |
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| RADIODRAMMA |
| Fedele – The importance of being… (2010) |
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