La sceneggiatura

Il debito
(vento e tempesta)

copertina_debito

sceneggiatura per un cortometraggio di
ALFREDO SANTUCCI

alfane3@alice.it


SCENA 1 – OVILE – ESTERNO / ALBA

Maggio 1814. Da una capanna di pietre e felci, un pastore(45) esce portandosi uno sgabello ed il mastello vuoto. Si siede a mungere le pecore, lasciandole passare attraverso una strettoia dell’ovile, una alla volta. Belati, scampanìo e abbaiare di cani. Soggettiva: attraverso i cespugli, qualcuno osserva la scena da lontano. Un colpo di schioppo. L’eco percorre la valle. Gli uccelli fuggono via dagli alberi, come impazziti. Le galline, chiuse dentro un recinto di canne, prendono a starnazzare. Il pastore giace in terra, immobile, bocconi, con il viso nella pozza del latte rovesciato e del proprio sangue. Belati di pecore impaurite. L’abbaiare dei cani si fa rabbioso e continuo.

SCENA 2 – MULATTIERA – ESTERNO / MATTINA

Un uomo (32-35) di grossa corporatura, con cappello “a cupolone” e visibilmente armato, corre in groppa ad un asino, sulla sommità di una collina, incitando spericolatamente l’animale. E’ il brigante Ciccotunno.

SCENA 3 – STRADA DI CAMPAGNA – ESTERNO / POMERIGGIO

Giuditta, una donna vestita da pastorella (35), cammina a passo sostenuto per una viuzza di campagna. Accaldata, scioglie il fazzoletto che porta sulla testa.

SCENA 4 – VILLAGGIO – ESTERNO / POMERIGGIO

Una stradina animata. Una donna passa con un carico sulla testa. Alcuni sono fermi ad ascoltare. Un banditore sta leggendo qualcosa.

BANDITORE …pertanto, una solenne funzione religiosa renderà onore a Sua Santità Pio VII che giusto iersera è rientrato in Roma…

SCENA 5 – VICOLI DEL PAESE – ESTERNO / SERA

Ciccotunno, sull’asino, risale un vicolo angusto del villaggio, attraversando la gente che esulta di gioia attorno ad una fascina in fiamme. Nell’aria il suono incessante dei tamburi e delle campane che suonano a festa. (NERO)

SCENA 6CASA PROSPERI, SUL PORTONE – ESTERNO / SERA

Ciccotunno, senza scendere dall’asino, bussa forte sul portone di una casa signorile, quella di Don Pietro Prosperi (70). Prosperi, affacciandosi,

PROSPERI (facendo capolino) Chi è ? Chi mi cerca..!? alza lo sguardo verso Ciccotunno e impallidisce nel vederlo imponente sull’asino.

CICCOTUNNO Signor Pietro Prosperi… Domenico Regno dice di presentarvi questa sera al convento dei francescani, per trattare di cose importanti.. Prosperi si asciuga il sudore e balbetta, smarrito.

PROSPERI Questioni importanti… Con me ?!?

CICCOTUNNO (facendo cenno di si) …Dice anche di premurarvi che ci siano l’abate Salina e Guglielmo Picca! PROSPERI Picca il farmacista ?! Perché… Qualcheduno può averne bisogno ?!?..

Ciccotunno non perde tempo a rispondere e incita l’asino per ripartire.

CICCOTUNNO Aah!…. Statemi in saluteee!

PROSPERI Eh! ..Speriamolo! Prosperi si ritira. Lo vediamo di spalle, chiudere il portone con un gran tonfo. (Buio)

PROSPERI (f.c.) Nanninaaa! Il cappello…! Musica

TITOLI (bianco su fondo nero)

SCENA 7 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Su un muro si allungano tre ombre curve. Salina e Picca, in fila indiana, seguono Prosperi a breve distanza.

NARRATORE (f.c.) …Don Pietro Prosperi, preso dalla contabilità degli uliveti, di un frantoio e dei beni che possedeva… (TAGLIO)

SCENA 8 – LUNA – ESTERNO / NOTTE (ELIMINATA)

SCENA 9 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Una sequenza con Dolly precede i tre mentre arrivano a testa bassa da un angolo del chiostro, percorrono uno dei corridoi illuminati da fiaccole e poi svoltano verso il centro.

NARRATORE (f.c.) … avrebbe potuto fare una vita agiata e tranquilla, se non fosse stato tra le autorità del paese! Don Prosperi si inchioda di colpo e alza lo sguardo: un’enorme ombra si staglia su di lui, gelandolo.

NARRATORE (F.C.) …E Dio solo lo sa, certe volte, quanti papetti avrebbe sborsato, per non dover sentire tanti cani che abbaiavano alla luna. I tre hanno un sussulto. E’ l’ombra è di Ciccotunno, che fa segno di tacere e con un movimento della testa indica l’altra estremità del chiostro. Sullo sfondo, una figura è inginocchiata di spalle e prega sotto la statua di un santo. Ovunque ci sono briganti che seguono in silenzio. Si sente solo il bisbigliare dell’uomo che prega.

SCENA 10 – SOTTO IL SANTO – ESTERNO / NOTTE (CANDELE)

L’uomo inginocchiato (35), carico di immaginette sacre cucite addosso, è Domenico Regno. Tenendo una corona del rosario, si batte il petto ripetutamente ( Pan. dal basso in alto) e con aria estatica, recita a memoria le preghiere, in latinorum. Sotto la statua del santo un mare di candele accese.

REGNO(sussurrando a mezza bocca) …Miseree mei, Deus, secùndum magnam misericordiam tuam. Et secùndum multitudinem miseratiònum tuarum, dèle iniquitatem meam. Amplius lava me ab iniquitate mea: et a peccato meo munda me…. Soggettiva dalla statua, attraverso le candele: Prosperi è quasi alle spalle di Domenico Regno. Gli altri briganti, intanto, si guardano l’un l’altro intendendosi con le sole espressioni del viso.

SCENA 11 – CHIOSTRO/L’INCONTRO – ESTERNO / NOTTE

Prosperi, perplesso, si volta verso gli altri e fa cenno di non capire. Torna indietro e poi tutti e tre, gesticolando animatamente, si dirigono verso un angolo appartato per consultarsi.

PROSPERI (scoppiando) Ma che ne so… Sta pregando ! Ma una voce sorprende il gruppo alle spalle.

REGNO (f.c.) Buonasera, illustrissimi! Regno, finite le sue preghiere, si è messo accanto al pozzo, al centro del chiostro.

PROSPERI Ehm.. Domenico Regno.. Voi per poco non ci spaventavate…

REGNO Eeeeh! Fate male a spaventarvi, Sor Prosperi! Allora non confidate nella protezione di Dio, proprio mo’ che quei cani rognosi di frangesi se ne so’ andati e il Santo Padre è tornato a stare con noi! (rivolgendosi a Salina…) …Abate Salina, voi che avete studiato.. Li capivate „sti frangesi?

SALINA Mah! …Insomma!

REGNO ..Nooo! Non si capivano proprio! Quelli parlavano di fratellanza e ci riempivano di tasse. Poi pigliavano i poveracci con la forza e li mandavano fare la guerra a casa del diavolo! Quelli volevano cambiare pure le stagioni che Nostro Signore ci manda in terra.. La primavera la chiamavano Fiorile!

PROSPERI …Ma grazie al cielo è tornato il Santo Padre e in paese si fa festa! Regno guarda Prosperi, con espressione seria. Poi gli si avvicina, faccia a faccia. Gli parla calmo e deciso.

REGNO Signor Prosperi… Pure noi altri vogliamo far festa!

PROSPERI (sorride, intimorito) ..E magari vorreste stare a tavola, a mangiare un po’ di polenta ?!?

REGNO (annuendo con la testa) E dormire sotto un tetto di casa, andare tranquillo per le vie del paese…

I° BRIGANTE (da lontano) …E trovare un travaglio per campareee!

CICCOTUNNO …E io vorrei parlare d’amore a qualche bella giovine che non sia maritataa!

REGNO Li sentite , Sor Prosperi !? …Ora che il governo si va mutando, non c’è più ragione di farci la guerra con gli sbirri che rubano il pane ai pastori… Voi potreste parlare a Monsignor Ugolini, a Frosinone, per farci ottenere un’amnistia, come gli altri… E così noi..(con le mani giunte) …Facemo vita da santi… Silenzio generale. Panoramica sugli altri briganti, che attendono una risposta.

SCENA 12 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Prosperi tace. Poi prende fiato, con un gran sospiro.

PROSPERI …Avete notato che ai margini delle strade non ci sono più alberi ? …Abbiamo tagliato quasi tutta la macchia, per evitare le imboscate alle carrozze… … E con la ristretta, poi, quasi tutte le bestie si sono ammalate. Lo stato, altro non fa che imporci sempre nuove tasse! …Gli sbirri di cui parlate ci costano più di 30 scudi al mese… E la gente in paese li vede come il fumo agli occhi! Regno ha l’espressione di chi vuol far vedere che ne soffre.

PROSPERI …Perciò, se vi piacesse di abbandonare la montagna e di tornare in mezzo a noi, ..Questa sarebbe una bella notizia per tutti… Rivolgendosi a Picca, al suo fianco.

PROSPERI Non è vero Sor Picca ?

PICCA Ehm.. Dite bene. E’ verissimo!

SALINA ..E noi potremmo rappresentare la cosa a Monsignor Ugolini…

PROSPERI Sempre che.. Prosperi si mostra più sicuro. Ora ha una carta buona.

PROSPERI …si cerchi di riparare il danno fatto e non abbiate commesso cose estreme… Che direbbe la gente ? Regno torna a sorridere e cerca di rendere semplici le cose.

REGNO Voi sapete bene, Sor Prosperi, che se dovessimo prendere a sassate ogni cane che abbaia… non ci sarebbero più pietre a „sto mondo!

PROSPERI Eh certo! I cani so’ troppi e le pietre sono poche.

INSERT – CASA PROSPERI – ESTERNO / NOTTE

Giuditta è davanti al portone di Prosperi e bussa, disperata.

GIUDITTA Sor Prosperi.. Siete in casa ? Sor Prosperi… Siete in casaaaa ?? Apritemi, per favore !…

SCENA 12 BIS – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

REGNO Noi abbiamo insegnato le buone maniere ai giacobini (mostrando il pugno) e a qualche sbirro prepotente, questo si! Abbiamo pure preso qualche cosa, se lo volete sapere, ma per campare ! Ad un cenno, Ciccotunno si avvicina con un sacchetto. Regno ne mostra il contenuto: qualche gioiello e alcune monete.

REGNO …Perciò, quantifichiamo l’ammontare del debito, che noi abbiamo qualcosa da parte! Poi, con quel poco che rimane… Si toglie i vistosi anelli per metterli nel sacchetto, tutti meno uno, che rimette nell’indice destro.

REGNO …si cerca di riparare anche con nostro Signore..

SALINA (fregandosi le mani) Che il Signore sia lodato!

PROSPERI Oggi e sempre!

SCENA 13 – CASA PROSPERI – ESTERNO / NOTTE

Giuditta bussa ancora al portone, ma nessuno le apre. Piange, priva di forze.

GIUDITTA Sor Prosperiiii .. Apritemi per favoreeee!

SCENA 14 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Guglielmo Picca sta leggendo da un pesante libro le denunce a carico dei briganti. Regno sottolinea la lettura con delle smorfie, come se sapesse già, e per ogni reato estrae un oggetto dal sacchetto e lo dispone sul bordo del pozzo, a titolo di risarcimento.

PICCA …trattavasi di due persone armate, le quali s’hanno preso un porco che teneva in sòcceta. Ventisei marzo, ore 8 della mattina. Angelo Maria Campagna, figlio di Pietro Giacomo, riferisce che ieri sera verso l’ore dieci, stando alla sua caprareccia, sono andati tre briganti, uno de’ quali era Angelo Serroni di Supino e gli altri incogniti… Uno dei briganti (Angelo Serroni) fa finta di essere sorpreso quando si parla di lui. Regno sistema un altro gioiello sulla pietra del pozzo. …i quali hanno mangiato un capretto…

SCENA 15 – LUNA PIENA – ESTERNO / NOTTE

La luna piena è attraversata dalle nuvole. Rumore di grilli.

SCENA 16 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Panoramica in basso. Sotto la statua del santo le candele si sono ormai consumate. I briganti sbadigliano, stanchi di ascoltare la lettura.

PICCA …Infine..Primo maggio, ore 11 della mattina. Michele Uberti ci ha esposto che questa notte, alcuni briganti hanno rimandato il suo capraro Giacomo Cavone a prendere 5 coppie di pane e 4 forme di cacio. ….E con questo è tutto ! Regno capovolge il sacchetto, ormai privo dei gioielli che sono tutti in mostra sul bordo del pozzo. Sullo sfondo, Picca è deluso che non resti nulla per la chiesa.

REGNO Mi sembra che non ci siamo dimenticati nemmeno di uno sgarbo!

PICCA Queste, almeno, sono le denunce che a noi risultano.

REGNO Ecco.. Ora mettiamoci una croce sopra.. E se mi scrivete un salvacondotto sulla carta, una croce ce la metto pure io, al posto del nome. Una voce femminile, proveniente dall’ingresso, sorprende tutti. (CUT)

SCENA 17 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Sull’ingresso che dal corridoio laterale immette nel chiostro, è apparsa Giuditta (35), una donna del popolo, vestita in modo semplice. Parla in modo concitato, mentre un brigante cerca di trattenerla. Regno e gli altri assistono sorpresi.

GIUDITTA (al brigante che la trattiene) E lassame… Las-sa-meeee!

REGNO Ooh! Lassatela un pò! Giuditta entra nel chiostro, ma rimane a distanza. Calmandosi dall’affanno, parla con le mani ai fianchi, ferma come una statua.

GIUDITTA Domenico Regno, vi state comprando la libertà ? Il vocìo generale si arresta di colpo. Tutti aspettano la reazione violenta di Regno. Ma lui…

REGNO Buona donna.. Se non mi conoscete, uno come me la libertà e certe altre cose, non ha bisogno di pagarle.. Regno si avvicina alla donna, afferrandola vicino al collo e fissandola negli occhi, in modo provocatorio.

REGNO Perché? …Voi siete venuta a vendere qualcosa ? Ora Giuditta è intimidita. Tace, prima di pronunciarsi e gli occhi le si fanno umidi.

GIUDITTA Il silenzio, Regno… So’ venuta a farmi pagare per starmene zitta. E queste so’ cose che costano!

REGNO Ah!.. Però il silenzio non si può mangiare e non si tiene in saccoccia! E per venderlo, qualcosa bisogna dirla.. Sennò, devo pensare male di voi!! Che silenzio ?!? (rivolgendosi a Prosperi e gli altri) Chi è „sta donna !?

PROSPERI …E’Giuditta! E’ la moglie del pastore che tiene a bada le pecore di Magistri…

GIUDITTA E’ no ! Le teneva a bada! Mò non le tiene piùuu… Sor Prosperi! Mio marito l’hanno ammazzato stamani, come un cane, in mezzo alla merda! PROSPERI Ma che dite ? Siete impazzita ?

GIUDITTA Stamattina tenevo il cuore che si schiantava e non ragionavo più, ma adesso ci vedo bene. Quant’è vero che vedo voi adesso e come ho visto pure a quelli che stavano nascosti con lo schioppo!

SALINA (facendosi il segno della croce) Con lo schioppo ? … Gesummaria!

PROSPERI ..E chi è stato ?!?

GIUDITTA Io lo so chi è stato. Se volete lo dico.. Oppure me ne sto in silenzio! Ma qui..( con gli occhi umidi), per 4 figli senza pane e senza padre, il danno è grosso assai… Si rivolge a Regno, che appare visibilmente imbarazzato.

GIUDITTA Voi che dite… Pe’ salvà la testa, uno lo pagherebbe o non lo pagherebbe stò silenzio ?

PROSPERI …Giuditta, se voi alludete al signor Regno, vi sbagliate… (rivolgendosi a Regno) …E voi…Dite qualcosa!

SCENA 18 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

REGNO (allusivo) ..E che cosa volete che vi dica ? Io questa donna la posso aver vista in qualche circostanza che è meglio non riferire, per buona creanza !!

GIUDITTA Io invece vi ho visto oggi, quando faceva giorno… E non tenevate nessuna creanza! Siete uscito dalla fratta, con lo schioppo ancora caldo in mano… Avete pisciato dentro al latte di Magistri e ridevate.. Voi e tutti gli altri!

GIUDITTA Poi vi siete avvicinato a mio marito che era in terra. L’avete toccato per vedere s’era morto e vi facevate il segno della croce. ..E mentre vi facevate la croce, ridevateeee!

INSERT 2 CASA PROSPERI – ESTERNO – SERA

Flah-back di Ciccotunno e Prosperi che si parlano sul portone.

SCENA 18 BIS- CHIOSTRO – ESTERNO SERA

PROSPERI Bastaaa!!! Non è possibile ?!? Chi vi ha detto queste cose ?

GIUDITTA Io stavo là, Sor Prosperi! Dentro la capanna, come un’agnella a „spettà che toccasse pure a me. E invece lui parlava, parlava e nemmeno ha guardato dentro! Poi s’è avvicinato al compare più grosso di tutti… Quello che c’ha l’asinooo…

Ciccotunno è sullo sfondo e interviene minaccioso

CICCOTUNNO Giudì! Tu stai pazzianno!

GIUDITTA “vai da quel fesso di Prosperi, a dirgli di presentarsi stasera con i testimoni, perché questo era l’ultimo…” Prosperi è pallido e cerca a stento le parole. Guarda Regno.

PROSPERI L’ultimo ? L’ultimo di che cosa ?!?.. E’ vero.. quello che dice ?

SCENA 19 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

REGNO Una cosa è vera, Sor Prosperi, che chi semina vento raccoglie tempesta! Quando gli sbirri e i frangesi sò venuti a Camporosello, abbiamo dovuto correre, che non si contavano per quanti erano. L’amico mio, Giovanni Rita, invece, no! Perché teneva con sé la moglie incinta. Ve lo ricordate il fatto ? S’era riparato dentro una grotta.. e gridava con tutta l’anima “ Sbirri, servi degli affamatori!..Venitemi a pigliare, se tenete il coraggio, Sbirri, Sbirriii !!…” (ansima, deglutisce e cerca di riprendere fiato) ..Lo pigliarono e lo ammazzarono, per colpa di Gessini che.. (si tocca la lingua con il dito) Aveva fatto la spia! Da una brocca portatagli da Ciccotunno, Regno si versa del vino in un bicchiere e sorseggia.

CICCOTUNNO Bevi !..

SCENA 20 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

PROSPERI Regno … Se quello che avete detto è vero, Giuditta farà la denuncia e allora, a voi… (fa il cenno del taglio della testa)

GIUDITTA Nooo! Io la coccia gliela lascio!.. Tanto non ci sta niente dentro… Però!.. (guardando Regno) Se vuole camminare in paese, deve pagarlo il debito. Quanti scudi saranno? Quante pecore ? Tutte le bestie del paese ci bastano per un morto ammazzato?

REGNO E allora va bene Giudì.. Io „sto debito lo voglio pagare, ma vi dovete accontentare di qualche scudo (schernendola), perché Gessini non valeva quanto la coccia mia! Quello era una spia e valeva tanto cosìii.. (indica una porzione del suo indice destro), ..lo vedete quanto valeva ?!?! Dal gruppo dei briganti arrivano brusii e qualche risatina.

GIUDITTA Sta bene Regno! Se il padre dei figli miei valeva quanto il dito vostro… Io m’accontento…

REGNO Come?!

GIUDITTA (con tono di capriccio) Datemi il dito! …Il dito con l’anello ! Regno scoppia in una risata fragorosa e con lui anche gli altri briganti, intenti a bere. Prosperi guarda Picca e sorride benevolo alla battuta, asciugandosi il sudore.

REGNO (ironico, ai suoi compagni) Ooohhh!! Zitti!… Regno, che ha il bicchiere nella mano sinistra, estrae con la destra un grosso coltello che ha sul fianco e lo porge a Giuditta, deridendola.

REGNO Allora, se siete così sicura.. Riscuotete voi stessa!!

SCENA 21 – CHIOSTRO – ESTERNO / NOTTE

Tutti sono in silenzio. Giuditta, con il braccio sospeso nell’atto di colpire, non ha il coraggio di farlo. La sua mano trema e dagli occhi le sgorgano le prime lacrime. Regno sorseggia lungamente dal bicchiere, tenendo l’altra mano sulla pietra e trattiene a stento la risata. Giuditta piange, umiliata. Regno è paonazzo, a forza di contenersi. Il tempo si è fermato. Beve ancora e… In ulteriore attacco di riso, sputa tutto il vino sulla faccia di lei… E’ la goccia che fa traboccare il vaso. Giuditta sferra il colpo e recide il dito indice del brigante. Sulla pietra si allarga una chiazza di sangue. Regno è pallido e si guarda la mano, muto e inorridito. Gli altri briganti si avvicinano per guardare la scena con raccapriccio. Commentano tra di loro. Lo sostengono perché barcolla. Picca è in un angolo, che vomita. Salina recita le sue preghiere.

PROSPERI Me lo sentivo io, che il farmacista doveva servire!… Ora Giuditta ha un’aria altera, sicura di sé. Mentre Regno, sorretto dai compagni, è in trance e si tiene la mano. Giuditta scioglie il fazzoletto dai capelli, per avvolgervi il dito reciso e l’anello, in un gesto lento e accurato. Ora in lei c’è qualcosa di sensuale.

GIUDITTA Mò la tempesta è finita, Domenico! …I figli miei vi saranno grati per il pane che gli avete dato. E se vorrete farci visita, quando vi sarete redento, la porta di casa nostra sarà sempre aperta! Regno emette un urlo straziante di dolore, alzando lo sguardo al cielo.

SCENA 22 – CIELO – ESTERNO / NOTTE

La luna è sempre lì, immobile testimone di tutto. Un lungo ululato (che prolunga l’urlo) (DISSOLVENZA INCROCIATA SU…)

SCENA 23 – BOSCO – ESTERNO / MATTINA

Siamo ai giorni nostri. Il sole è alto, nel cielo terso. Con un pianosequenza, attraverso gli alberi, scopriamo che il narratore è un uomo (65) e parla ad un bambino (9) che ha appena pianto. Sono seduti in terra, accanto ai loro zainetti ed il bambino ha un fazzoletto annodato sulla fronte, con una foglia che spunta a mò di penna, come per i cappelli dei briganti. L’uomo parla disinfettando un graffio sul dito (indice destro) del bambino.

NARRATORE/NONNO Naturalmente non posso garantirti che le cose siano andate così, quella notte, ma questo è il racconto che mi ha fatto mio nonno e lo stesso racconto lo faccio a te. Comunque, se vai in paese e domandi di Domenico Regno, ti diranno ..Ma chi ?.. Il brigante Diciannove ?!?

SIMONE Per via del dito, nonno ?

NARRATORE/NONNO Certo!! Per via del dito. Era un uomo straordinario. Pagava tutti i debiti e sopportava coraggiosamente tutti i dolori!

SIMONE Anch’io sono coraggioso, nonno ?

NARRATORE/NONNO Come no ? Con una ferita come questa non hai fatto neanche Ah ! Il bambino sorride e i due si alzano per riprendere il cammino verso la strada asfaltata, dove si trova un’auto.

NARRATORE/NONNO Certi dicono che il brigante Diciannove ci andò, a casa di Giuditta… E pare che presero pure… a rendersi simpatici l’un l’altra… Magari è per questo che in paese siamo tutti un po’ sbirri e un po’… L’uomo si accorge che il bambino non è più accanto a lui. Si volge indietro.

NARRATORE/NONNO Simone! Il bambino sta facendo pipì e osserva i disegni che si formano in terra. Quando solleva lo sguardo resta come ammaliato. Davanti a lui, tra un grosso albero e una siepe, c’è il brigante Diciannove e poco dopo anche Giuditta, che si appoggia affettuosamente al brigante. Simone chiude subito la zip. E’ raggiante. E’ qui che il brigante Diciannove, portando il dito mozzato sulle labbra, gli fa cenno di non dire nulla a nessuno.

NARRATORE/NONNO (f.c.) Simoneeee!

Anche Simone, in un patto solenne, fa il segno del silenzio, ponendo sulla bocca il dito fasciato… Poi lo sentiamo correre via, gridando di gioia per la scoperta. Sul P.P. a due di Regno e Giuditta

SIMONE (f.c.) Eccomi, nonnooo!!..

NONNO (f.c.)andiamo… Brigante !

* fine *

copyright IL DEBITO – 1999


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