Tesina di Nauvoo Rossato

   

Perché il Tango? Non ho impiegato molto a decidere su quale argomento volessi orientare la mia tesina di maturità. Ho pensato innanzitutto che dovessi assolutamente discutere di qualcosa che mi appartenesse, che vivessi con passione e dedizione! Ho dedicato tutte le mie energie sia alla musica che alla danza facendone il mio pane quotidiano, il mio futuro. Discipline difficili ma edificanti, che forgiano il carattere, sviluppano la pazienza e la costanza, hanno modellato con le loro meraviglie il mio essere, la mia persona. Ecco perché ho scelto di parlare del Tango, qualcosa che comprende melodie uniche, profonde e introspettive; così come anche i passi che li accompagnano diventano parte di un mondo che travolge l’animo umano. Si, ecco, ho scelto di parlare di un tassello edificante e gioioso della mia vita che non potevo assolutamente trascurare o trattare con approssimazione. “Cumparsita” è il libro che ho scelto di affiancare al mio tema. Ho letto questo romanzo con immenso piacere. Si tratta di uno scritto che racconta della quotidianità, ricco di particolari caratteristici della vita a Buenos Aires, di sfumature etnico-sociali narrando la sofferenza di famiglie emigrate dall’ Italia in Argentina negli anni 20′. Un testo velato da un mistero che accompagna il racconto per tutto il tempo della lettura e con un finale inaspettato. Saverio, noto costruttore originario di Viggiano ed emigrato a Buenos Aires, un giorno scompare senza lasciare spiegazioni al figlio Raul. Il ragazzo viene cresciuto dal migliore amico del padre, Domenico Labriola, abbandonato con questo grande dilemma chiedendosi quotidianamente il motivo di tale gesto. La figura di Domenico Labriola, è rimasta particolarmente impressa nella mia mente tanto da poter immaginare la sua fisionomia, il suo odore, il suo modo di fare, restandomi particolarmente a cuore. Amante delle giovani generazioni, le sue parole erano come un vangelo di vita, un immagine rilevante di rifugio e protezione.

Grazie alla collaborazione dell’autore stesso Nicola Viceconti, che ringrazio sentitamente per il tempo concessomi, per il suo entusiasmo e per il materiale prezioso che mi ha messo a disposizione; introduco così il romanzo “Cumparsita”, sperando di trasmettervi la curiosità di assaporare un giorno questo magico mondo, che permettetemi, consiglio veramente a tutti!

S I N T E S I  di  “C U M P A R S I T A ”

Domenico Labriola, noto costruttore edile di Buenos Aires, italiano di nascita e porteño di adozione, ha 87 anni ed è molto malato quando comincia a trascrivere i ricordi di una vita. Il suo racconto ha inizio negli anni Venti quando la sua famiglia lascia la Lucania per intraprendere un lungo viaggio verso la nuova America, e prosegue nella Buenos Aires generosa nella quale i fratelli Labriola creano con sacrificio una propria impresa, riuscendo, come molti altri emigranti, a farsi strada. L’arrivo del misterioso Saverio, un italiano suo conterraneo, fa nascere tra i due una forte e virile amicizia, contrassegnata dal duro lavoro diurno e le scorribande notturne. L’amicizia con Saverio è felice e leale, pur se quest’ultimo mantiene dense zone d’ombra sul proprio passato. La complicità che li lega resta viva attraverso gli anni bui del regime e alcuni eventi appassionanti come l’incontro di pugilato tra Nino Benvenuti e Carlos Monzon, nonché il matrimonio infelice di Saverio con Emilia, la nascita del loro primogenito, Raúl, e la morte prematura della stessa Emilia.Quando Raúl compie vent’anni, Saverio scompare senza lasciare traccia. A Domenico non resta che farsi carico del giovane e crescerlo amorevolmente come un figlio. Dopo la laurea in Ingegneria Raúl decide di partire per l’Italia, sperando di trovare in Basilicata, a Viggiano, paese natale di suo padre, indizi sulle motivazioni che hanno indotto Saverio ad abbandonarlo. Nel piccolo borgo del Meridione, scopre le sue antiche origini, e finalmente svela il terribile tabù riguardante la vita di Saverio. 

LA CRITICA

CUMPARSITA non è il solito romanzo sull’emigrazione italiana del secolo scorso, né soltanto un viaggio sui risvolti psico-sociali dell’emigrazione. E’ una storia appassionante, unica, di forza dirompente. Viceconti è riuscito ad insegnarci da quali radici nasce quella voglia di costruire cose grandi che ha sempre caratterizzato l’ Argentina.  (Carlo Spagnoli, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Argentina)

LA RECENSIONE

“Cumparsita”, voglio dirlo subito, è un bel libro. E’ un romanzo storico leggero, lo leggi tutto d’un fiato, e nello stesso tempo denso, pregnante di umanità, attraversato da venature etnico sociali. Potrei dire di questo libro tanto altro ancora, ma prima di tutto sento di dire è un bel libro, vi invito a leggerlo. Il linguaggio è pulito, fluido, scorre come acqua limpida, fresca, ti bagna ed avvolge l’anima in un clima dove avverti il profumo dell’intimità familiare. Anche se il protagonista Mimmo Labriola non ha famiglia, alcune figure femminili come Teresa, Graciela sono disegnate dall’autore con tratti molto tenui sotto il profilo personologico hanno invece spiccati i tratti della femminilità, ma Mimmo Labriola a nessuna di esse riconosce il ruolo di compagna, o di moglie. Nonostante ciò nella vita di Mimmo c’è anche un giovane di cui egli si prende cura è il figlio del suo migliore amico che il padre però inspiegabilmente abbandona a vent’anni e Mimmo se ne prende cura, lo accompagna alle nozze e nel brillante corso di studi fino alla laurea. Lo sfondo storico è tratteggiato con tratti sfumati, leggeri ma puntuali, altrettanto sfumate appaiono le coordinate geografiche, la scenografia è dipinta con i colori tenui di una memoria nostalgica. Il tessuto del racconto scorre sul dipanarsi della trama di una vita che non ha avuto l’opportunità di scelte importanti finalizzate alla realizzazione di un sogno. Mimmo Labriola non ha potuto mettere a monte delle sue più importanti scelte di vita una rigorosa formazione, un orientamento professionale, non ha potuto stendere un progetto di vita. Ha vissuto di grandi attese. Era appena bambino quando sale sul sul cassone del camion dello zio che lo porterà da Acerenza fino a Genova e il suo più grande desiderio era di vedere il mare. Sulla nave, che da Genova lo porta in Argentina, contravvenendo alle norme, sgattaiolando furtivo negli stretti corridoi della stiva sale fino in coperta spinto dalla curiosità e riesce a vedere il sorriso di un grande signore tra tanta gente bene nelle grandi sale della prima classe. Poi avrà modo di sapere che si trattava di Pirandello. Questo sembra essere il rapporto fra il povero figlio di contadini lucani e gli ambienti dorati della cultura. Eppure Mimmo riuscirà a farsi strada. Non sentirà la fatica dell’ascesa perché camminerà con il ritmo del tango lasciando che la sua vita si impregnasse delle meta emozioni offerte dalla musica e dalla danza. Non è il caso di svelare la trama semmai consentitemi di fare qualche rapidissima citazione. Perché gli emigranti lasciano il loro paese, ascoltate siamo nella scuola di Acerenza. La maestra ogni volta che partiva qualcuno si commuoveva. Quando ci stringeva forte per salutarci, lo faceva con un po’ d’invidia perché, se avesse potuto, sarebbe andata lei al posto nostro. Nei suoi occhi traspariva tutto il desiderio di andarsene. E ancora: Mio Padre era pieno di rabbia perché lasciava la casa in cui era nato. Tutti e due (i genitori di Mimmo) erano convinti che quel viaggio si dovesse fare. Come vedete l’autore non argomenta, ma dipinge con le emozioni i suoi quadri di una umanità sofferente. Una delle figure più belle del libro è Irene fresca ragazza, studentessa universitaria, che rimprovera a Mimmo il campanilismo degli immigrati italiani. Poi il dramma della soppressione della dignità civile del popolo argentino e Irene sarà sacrificata. La signora Giulia, trattenuta con forza da due uomini si dimenava straziandosi di dolore nel vedere sua figlia così conciata. Cercava con lo sguardo Irene, ma lei fissava il vuoto. La vita civile in Argentina si ferma. Nemmeno il tango si ballava più.Consentitemi di ringraziare Nicola Viceconti per questo dono. Un libro è un atto di amore. E l’amore si fa in due. Tra chi scrive e chi legge nasce talvolta un amore fecondo. Questo libro ha suscitato in me emozioni, riflessioni, consapevolezze nuove. Grazie Nicola, lo dico come Acheruntino, come lucano e più semplicemente come uomo. Grazie! (Prof. Donato Pepe)

BIOGRAFIA

Nicola Viceconti E’ nato a Roma nel 1963. Si è laureato con lode in Sociologia (1995) e in Scienze delle Comunicazioni (2003), si occupa di comunicazione e mass media con particolare riferimento agli indici di ascolto radio-televisivi e ai sondaggi demoscopici. E’ appassionato di storia e di fenomeni sociali dell’America latina, in particolare dell’Argentina. Tali interessi sono stati il motore di alcuni importanti viaggi in Sud America. E’ autore dei seguenti romanzi:

- “Ballerini per un… caso” (Italia, Edizioni l’Arciere, 2008).
- “Cumparsita” (Argentina, Acercándonos Ed.,2009).
- “Cumparsita” (Italia, Gingko Edizioni, 2010).
- “Dos veces sombra” (Argentina, Acercándonos Ed., 2011).
- “Due volte ombra” (Italia, Gingko Edizioni, 2011)
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