Due volte ombra

| Buenos Aires | ||
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Due volte ombra è la storia di una ragazza nata a Buenos Aires in piena dittatura che all’improvviso apprende la sua vera identità. Ogni scoperta non è gratuita, ma comporta il prezzo di una scelta. Attraverso un cammino interiore doloroso e liberatorio la protagonista, così come l’Argentina tutta, ricostruisce progressivamente se stessa. L’immane sforzo di cercarsi e di scavare tra le ombre del suo passato ha per esito la ricongiunzione tra la memoria individuale e quella collettiva… per non dimenticare gli anni bui dell’Argentina. |
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Presentazione di |
Nota di |
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Estela Carlotto |
Manuel Gonçalves Granada |
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Postfazione |
Nota di |
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Carlos Parma |
Jorge Ithurburu |
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Intervista all’Autore |
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Para no olvidar |
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![]() Patrocinio Ambasciata Repubblica Argentina |
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| Il libro “Due volte ombra” di Nicola viceconti è patrocinato dalle associazioni 24marzo onlus e Rete per l’Identità-Italia. Il presidente Jorge Ithurburu ringrazia l’autore per il suo sguardo alla storia dell’ultima dittatura argentina, con particolare riferimento alla triste vicenda dei niños sottratti ai propri genitori e affidati illegalmente a famiglie compiacenti al regime. |
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Intervista Radio Rai 1 – 21 Novembre 2011 Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
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| Intervista Radio San Marino (parte1) – Dicembre 2011
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La presentazione di Due volte ombra, che si è tenuta il 13 dicembre 2011 presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina, ha rappresentato un importante momento di riflessione sulla Memoria del popolo argentino “per non dimenticare” gli anni bui dell’ultima dittatura. Si tratta di un minuscolo pezzo nel gigantesco mosaico delle attività che, quotidianamente, tutte le associazioni argentine impegnate nei diritti umani, svolgono instancabilmente da oltre trent’anni. Ma cos’è la Memoria per una collettività? Viceconti lo ha spiegato parlando del suo romanzo, paragonandola a una grande cornice messa a disposizione di tutti. Uno spazio immaginario che “non vale tanto per quello che è ma per l’uso che se ne fa”. Gli ha fatto eco Vera Vigevani, madre de Plaza de Mayo - linea Fundadora, che ha denominato questo suo impegno nella scrittura come una ”Militanza della memoria”.
Il tema dei desaparecidos in generale e quello del furto sistematico delle identità dei loro figli affrontato nel romanzo, rappresenta un crimine che investe l’intera umanità e ci impone un obbligo. Si tratta della conversione del dolore in azione, per evitare il ripetersi dell’orrore. E’ questo il messaggio emerso nella manifestazione dedicata a “Due volte ombra”, attraverso le riflessioni del PM Francesco Caporale e della giornalista Cecilia Rinaldini. Alcune considerazioni sul valore civile del romanzo sono state espresse dalla Professoressa Silvia Leonzi. Memoria e giustizia. Rappresenta un binomio indissolubile e non un semplice slogan. E’ l’invito rivolto all’intera collettività ad intraprendere un percorso con determinazione e coraggio, senza vendetta, proprio come sottolineano in ogni occasione le Madri e le Abuelas de Plaza de Mayo e come ha dichiarato Eduardo Galeano in una sua intervista: “L’unica maniera per evitare che la storia si ripeta è facendo giustizia. La giustizia non è vendetta. E’ il sano ossigeno che il corpo sociale richiede per non tornare ad inciampare sugli stessi sassi, a cadere nelle stesse buche e a commettere le stesse atrocità”. La conservazione della memoria racchiude in se una valenza “civile”, capace cioè di andare oltre al “semplice raccontare una storia” e di porsi non solo come una semplice rievocazione del passato, ma piuttosto come compenetrazione nella storia per proiettarsi verso il futuro. Una memoria che rappresenta un monumento fossilizzato nel tempo ma diventa una forza dinamica e propulsiva.
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Venerdì 25 novembre, nell’aula magna del Liceo Classico “Giovanni Pascoli” di Viggiano, si terrà un incontro con gli studenti delle classi III, IV e V, dedicato agli aspetti storico-sociali dell’ultima dittatura Argentina. Si tratta di un momento di riflessione sulle cause nazionali e internazionali che hanno dato origine ad uno dei regimi militari più spietati della storia recente. Il punto di partenza di tale giornata di studio sarà la presentazione del libro “Due volte ombra” dello scrittore di origini lucane Nicola Viceconti, già presentato in Basilicata il 18 agosto scorso. L’evento, organizzato dal citato Liceo Classico, con il patrocinio dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viggiano è intitolato:
Dittatura in Argentina Introduce: - Luca Caiazza, Assessore alla Cultura - Serafina Rotondaro, Preside del Liceo Interventi di: - Nicola Viceconti, scrittore - Walter Calamita, ex prigioniero politico Nel corso della mattinata verranno proiettati i seguenti filmati: “Seconda patria” e “Pillole” di Daniele Cini |
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Intervista su Radio Lucania Stereo – 17 agosto 2011
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… Mon Père… suona bene!dal romanzo “Due volte ombra” di Nicola Viceconti
I dialoghi tra Mirta e suo padre non sempre nascevano per rievocare esperienze drammatiche, spesso Julian le domandava della musica o del cinema. Mirta adorava il cinema e così iniziarono ad andarci insieme di tanto in tanto il sabato pomeriggio. Altre volte era lei ad interessarsi sulla vita di suo padre in Francia. - Che lavoro facevi a Parigi? - Insegnavo storia all’università. - E ti piaceva? - Sì. So fare solo questo. Ho sempre creduto che tutti dovrebbero conoscere le vicende del proprio popolo. - Lo dice sempre anche la mia amica Laura. - Ha ragione. La storia è di tutti e solo conoscendo il proprio passato si può pensare ad un futuro migliore. - Allora riprenderai ad insegnare? - Chissà. Per ora sono impegnato con la nostra di storia. Dobbiamo ripassare sedici anni di fatti importanti, soprattutto i tuoi. - Sì ma un po’ per volta! Io devo studiare anche altre materie. Sorrisero e ripresero a passeggiare. La passione di Julian per l’insegnamento gli aveva permesso di svolgere il proprio lavoro con devozione, serietà e di ottenere un elogio dal preside della facoltà della Sorbona. Durante quelle poche settimane a Buenos Aires aveva già ricevuto alcune proposte di lavoro. Con l’inizio del nuovo anno scolastico avrebbe intrapreso l’attività di ricercatore all’UBA e nel giro di qualche mese sarebbe andato con la figlia a vivere in una nuova casa nello stesso barrio dei nonni. - Com’è Parigi? E i francesi? Laura mi ha detto che sono arroganti, diffidenti e pieni di manie di grandezza. A Julian venne da ridere, in quelle poche parole Mirta aveva elencato solo i loro stereotipi, gli stessi che si era portato dietro lui quando aveva messo piede in Francia tanti anni prima. Poi, ci mise poco a scoprire che la Francia era soprattutto una miniera di letteratura, storia, musica e buon vino. - La vertu de la population à aller au delà des apparences ! - Che significa? - La virtù dei popoli va oltre le apparenze! E vale anche per noi argentini sai? Siamo noti per la carne alla brace, il tango, la pampa sconfinata… e i desaparecidos! Al mondo ci conoscono per questo, eppure siamo anche altro. - Maradona? Aggiunse Mirta. - Ah, el pibe de oro, dimenticavo. No, non solo per quello. Julian le indicò l’insegna di un ristorante. Sopra c’era scritto el Tano, pizza Napoli. - Vedi Mirta, basta guardarsi intorno con attenzione per accorgersi che noi argentini siamo soprattutto una mescolanza di popoli, culture e linguaggi. Buenos Aires ne è lo specchio. Domani ti farò vedere alcuni quartieri dove ti sembrerà di stare in Europa. Lei rispose con un cenno della testa ma le sue orecchie erano rimaste sintonizzate su quella frase in francese che suo padre aveva appena pronunciato. Era attratta da quel suono e dal modo diverso di pronunciare la erre. - Come si dice papà in francese? - Père. - Père, – ripeté Mirta- suona bene. - Sì. E’ una bella lingua il francese. - E “mio” come si dice? - Mon Mirta ripeté a bassa voce anche quella parola mentre Julian le afferrò una mano per attraversare la strada. - Forza sbrigati, sta per diventare verde e questi non ci aspettano sai? Fecero appena in tempo a mettere il piede sul marciapiede che il fiume di auto di Avenida Alcorta riprese a scorrere incessantemente. - …Mon Père… suona bene! |





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