Emozioni a colori e sfumature di pensieri in “Vieni via”, l’ultima opera di Nicola Viceconti - La Sepoltura della letteratura

vicecontiArticolo di Silvia Leuzzi pubblicato su "La Sepoltura della letteratura" il 30 dicembre 2017

… solo se si resta indipendenti dalle dottrine politiche si può ragionare con la propria testa senza cedere a quel conformismo endemico che trascina e coinvolge chi, accecato dall’ideologia, si schiera impulsivamente. …

Eccoci di nuovo a parlare dell’instancabile e istrionico Nicola Viceconti il quale, a nemmeno un anno dal libro Cartoni… animati e altri racconti, presenta un nuovo romanzo, genere a lui tanto congeniale, dal titolo VIENI VIA, pubblicato con la casa editrice Ensemble. VIENI VIA è denso di politica, di morale ma anche e soprattutto di amore e di filosofia, con il pregio di essere scritto in maniera semplice e comprensibile. Nicola non è nuovo a questo genere d’intreccio tra fantasia e storia, in cui il messaggio etico ed educativo trova nella sua prosa morbida e accattivante un punto di fusione, che digrada verso la dolcezza della poesia. La ricerca perenne della parola è per lo scrittore un cammino di maturazione. Questo libro segna un passo avanti nella ricerca di Viceconti, perché questo romanzo va oltre la storia, oltre il ruolo etico del messaggio educativo. Affonda le parole nei tortuosi meandri della mente e dei comportamenti umani e usa il viaggio Parigi – Vladivostok – Città del Messico, come metafora della vita al pari di un Omero o di un Dante. Il personaggio principale è un anziano docente, il cui nome è Franco Solfi, ma che per necessità di anonimato ha cambiato in Enrico Ceccarelli. Vive a Parigi da moltissimi anni e ama da sempre una donna di nome Irina. Di lei ricorda ancora le ultime parole scambiate prima che svanisse nel nulla, fagocitata da una politica oppressiva e opprimente, qual era quella dell’Urss in piena guerra fredda.

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"Ven Conmigo" - Reseña de Entre Letras

Ven conmigo Entre letrasArticolo de Rocío, publicado en el blog Entre Letras - 27 de diciembre de 2017

"Ven Conmigo" de Nicola Viceconti
¡Buenas tardes a todos! Después de una larga desaparición, volví para traerles la reseña de mi última lectura. Me siento en falta, pero debo admitir que haber empezado las vacaciones de la universidad me emociono demasiado y me dedique a mirar series y películas y no le preste mucha atención a la lectura. Pero ya me acomodé y volví con todo. Asique voy a intentar subir post mas seguido, lo prometo.
Ficha Tecnica - Título: Ven Conmigo, Autor: Nicola Viceconti, Editorial: Chiado, Año de publicación: 2016, Número de páginas: 224, ISBN: 978-989-51-8160-5
Sinopsis: Un trozo de papel, encontrado en el bolsillo de un viejo abrigo, lleva a Franco Solfi, un hombre de ochenta años, a emprender un largo viaje en busca de Irina, el amor de su vida. Un mensaje que llega del pasado con michos años de retraso, y que rompe con una serie de convicciones, abriendo el camino a la necesidad de reunir las piezas perdidas del rompecabezas de su vida. A través de un viaje de setenta y un días, pasando por dos continentes, el protagonista dirige su mirada hacia si mismo logrando ver el camino recorrido, recomponiendo las piezas de su propia existencia entre convicciones, ilusiones, elecciones ideológicas y desviaciones; un viaje que, aun siendo realizado al umbral de los últimos años de vida, le permitirá a Franco comprenderse íntimamente, comprender el sentido de sus decisiones de vida y reencontrar, en una nueva y profunda forma, a la mujer que siempre ha amado.
Reseña y opinión personal: Tal como lo adelanta la sinopsis, Franco es un hombre de ochenta años, ex profesor universitario de Historia y Filosofía y amante de la política. Esta última pasión lo llevo a transitar diversas experiencias hasta llegar al punto donde entendió que no todo era realmente como se lo hacían ver. Aquella ideología fue impuesta por sus padres, de quienes luego se separó tras diferir en pensamientos y creencias. El cambio de visión de Franco hizo que, quienes estaban en el poder, lo consideraran un hombre sumamente peligroso. Tras algunos intentos por hacer que desapareciera, la decisión fue deportarlo. Aquel no hubiera sido un problema, de no ser porque en ese momento se encontraba viviendo una historia de amor con Irina, de quien lo separaron involuntariamente y no volvió a tener comunicación. Aunque intentó buscarla, no logró encontrar rastro de su paradero. Los años pasaron (cincuenta para ser más precisos) Franco, ya para ese entonces con otra identidad, había vivido con Giovanni su mejor amigo hasta el día que la vida de ese compañero fiel, llegó a su fin. Con una tristeza incomparable, decidió deshacerse de todas las pertenencias de Giovanni que se encontraban en la casa, evitando así recordarlo cada momento. En aquella actividad se encontraba, cuando se topó con un viejo abrigo. Aunque no le traía buenos recuerdos debido a la época que se remontaba, decidió probárselo una vez más. Una sabia decisión, teniendo en cuenta la sorpresa que se encontraba en uno de los bolsillos de aquel saco. Un papel, escrito en ruso y que sin lugar a duda había sido escrito por su amada Irina. “Ven a buscarme”. Aunque ya era un hombre bastante anciano, y, sin haber olvidado a su único y verdadero amor, emprendió el viaje para reencontrarse con ella. Un largo viaje realmente, pero nada de aquel gran recorrido fue en vano. En su búsqueda pudo aclarar muchas cosas de su pasado que aún le quedaban inconclusas. Debo decir que es un libro que se disfruta de principio a fin. No solamente por la aparición sorpresiva de aquel mensaje que genera una intriga enorme, sino además por la carga histórica que tiene. No es simplemente una historia de amor. El autor logró que experimentara diferentes sensaciones, pasando por el interés por la historia de un mundo totalmente diferente al actual, por la política (algo que no me agrada mucho) hasta llegar a lo romántico. Saca más de un suspiro (y enmi caso hasta algunas lágrimas) Me cuesta dar una opinión mucho mas extensa porque la realidad es que hay que leerlo e interpretarlo cada cual a su manera. Entrar en la historia y recorrer cada uno de los momentos junto a Franco, para entender que el amor no tiene edad, tiempo, ni espacio. Si hacen click acá los lleva directamente a la tienda de la editorial y lo pueden conseguir tanto en papel como en e-book. Si alguien ya lo leyó déjenme sus comentarios, nos leemos.
¡Muchas gracias por leerme! y Muchas gracias también a Chiado Editorial por haberme enviado el ejemplar.

Dal realismo magico di Viceconti alla mitologia di Gide: letture a confronto - AgoraVox

agoravox palestrinaArticolo di Maddalena Celano pubblicato su AgoraVox il 3 novembre 2017

Gli studenti di Palestrina incontrano l’autore N. Viceconti all’iniziativa culturale “Libriamoci”.

Quest’anno anche Nicola Viceconti, il “narratore italiano dall’anima argentina”[1], ha preso parte all’edizione di “Libriamoci”, l’iniziativa culturale dedicata alla lettura, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero degli Affari Esteri. Il progetto, giunto ormai alla sua quarta edizione, ha previsto intere mattinate dedicate alla lettura di libri, in diverse scuole italiane. Oltre alla diffusione dell’interesse e della passione per la lettura, l’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di sensibilizzare gli studenti all’insostituibile valore culturale e formativo dei libri. Il reading letterario con gli allievi del Liceo Classico “Eliano Luzzatti” di Palestrina (RM), si è svolto sabato 28 ottobre, attraverso le letture di un racconto di Gide e alcuni passi della narrativa di Viceconti. L’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione del corpo docente del citato Liceo, alla partecipazione della casa CSA Editrice, all’adesione al progetto della dott.ssa Diana Raiano - Direttore del Museo Nazionale di Archeologia dove si è svolto l’incontro - e alla collaborazione dell’interprete-traduttrice Patrizia Gradito. L’intervento di quest’ultima rispetto alla lettura del testo “Prometeo mal incatenato” (Gide, 1889) è stato orientato a un particolare approfondimento sul mito del titano, una figura mitologica che, nel corso della storia della letteratura, assurge a simbolo di confronto con l’autorità, di sfida al potere (hybris); si profila come archetipo del bisogno di conoscenza (curiositas) e di potere del sapere, in quanto baluardo della verità in contrapposizione alla mistificazione, alla manipolazione e ai fanatismi ideologici. Si tratta di temi quanto mai attuali - ha spiegato la dottoressa Gradito - stringenti e sfidanti che emergono anche nella letteratura contemporanea. A questo proposito, riscontriamo alcuni interessanti punti di contatto tra la lettura appena completata e la produzione letteraria di Nicola Viceconti”.

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“Vieni Via”, un viaggio tra Russia e Messico alla ricerca dell’amore e della libertà - Articolo 21

VIENI VIA COPERTINA 1 bf8c2Articolo di Patrizia Gradito pubblicato il 13 dicembre 2017 su Articolo 21

È stato presentato, in questi giorni, presso l’Ambasciata del Messico a Roma, “Vieni Via” (Ensemble Editrice), il nuovo romanzo di Nicola Viceconti, pubblicato in lingua nel 2016, in Spagna (Chiado Editorial – https://www.youtube.com/watch?v=BQaVJU3u1pg) e presentato alla Fiera Internazionale di Lisbona 2017. Il romanzo è risultato primo classificato alla XXXIII edizione del “Premio letterario Città Cava de Tirreni ” per la narrazione avvincente e la ricercatezza formale nella scrittura incentrata sui temi della libertà, dell’ideologia e dell’amore (https://www.youtube.com/watch?v=ikcNEHbps1k). 

In questa sesta opera, il respiro internazionale che caratterizza la narrativa di Viceconti si sposta dall’Argentina per focalizzarsi su tre paesi, attraverso un viaggio di settantuno di giorni che il protagonista compie attraverso due continenti, alla ricerca della donna amata. Tale esperienza lo porterà a rivolgere il proprio sguardo dentro se stesso per ricomporre i pezzi della propria vita tra convinzioni, illusioni, scelte ideologiche e dirottamenti. Anche in questo testo, grazie alla tecnica dello scavo psicologico che Viceconti sviluppa nei monologhi interiori dei propri personaggi, il protagonista mostra il proprio vissuto per rituffarsi nei propri ricordi. Il tempo soggettivo investe la struttura del romanzo “Vieni Via” con continue analessi, prolessi (flashback); l’intreccio e la fabula non coincidono, se non per qualche deliberato punto di sutura a opera dell’autore, che garantisce così coerenza all’architettura della narrazione, grazie all’ausilio di contrafforti temporali (tempo oggettivo) e spaziali (date, orari, indicazioni topografiche ecc.).

“Vieni via” è puntellato da descrizioni paesistiche denotative e connotative accurate, decisamente evocative, dalla prosa pittorica che rilevano un’originale caratteristica immaginifica dell’autore. È evidente in alcune pagine ambientate in Messico, l’indugiare di Viceconti sui dettagli e sui cromatismi tipici di una certa narrativa latinoamericana a conferma della scelta di un cambio di registro a seconda dei luoghi descritti come, a esempio, le rappresentazioni dei bistrot parigini nei quali, invece, si respira un clima decisamente più mentale e razionale.

A partire dall’incipit, è chiaro che il romanzo affronta anche il delicato tema dell’ideologia. Un incubo del protagonista lo spingerà a mettersi in discussione rispetto alla formazione acquisita in seno alla famiglia d’origine e a seguito degli studi compiuti in Italia e a Mosca. Su tale aspetto, è centrata l’interessante postfazione del poeta madrileno Álvaro Muñoz Robledano che, rispetto al crollo delle ideologie e alla conseguente delusione di molti militanti, auspica di perseverare nell’impegno e nella partecipazione, affrancandosi dal rancore e dal risentimento, per cercare attraverso forme di lotta innovative ed efficaci, le giuste modalità di salvaguardia dei diritti acquisiti fino ad oggi e per nutrire i valori per i quali si è sempre creduto. Il poeta spagnolo consiglia di “(…) affrontare ancora una volta il presente. Riconoscere il momento che viviamo ogni istante e lottare per mantenerlo; prendere il dolore, il piacere, la paura e la speranza come propri. Questo è il futuro che ci attende, che noi possediamo e che dobbiamo combattere. Un luogo che forse non esiste, ma che non si esaurisce nell’oppressione; che può essere vissuto come parte di ciò che resta da vivere. Un luogo nel quale dire a qualcuno “Vieni via” sia un atto supremo di libertà”.

Dall’Europa, alla Russia a Hispanoamerica: il nuovo viaggio di Nicola Viceconti - AgoraVox

Articolo di Maddalena Celano e Patrizia Gradito pubblicato su AgoraVox lunedì 27 novembre 2017

Finalmente è stato pubblicato in Italia il nuovo romanzo di Nicola Viceconti intitolato “Vieni Via”, primo classificato nella sezione Narrativa Inedita del "Premio letterario Città Cava de Tirreni XXXIII edizione, già uscito in Spagna e apprezzato da pubblico e critica, un romanzo sulla libertà, la speranza e l'amore.

VIENI VIA COPERTINA 1 bf8c2L’analisi dell’ultimo romanzo di Nicola Viceconti si è rivelata particolarmente interessante da diversi punti di vista. Emerge ancora più chiaramente, rispetto alle precedenti opere, l’attitudine dell’autore a districarsi abilmente nelle dimensioni spazio/temporali che sono focalizzate nel presente articolo. Franco Solfi - il protagonista ottantenne disilluso dal personale trascorso politico - a seguito di un biglietto rinvenuto nella tasca di un vecchio cappotto, intraprende un viaggio di settantuno giorni attraverso due continenti, alla ricerca di Irina, la donna da sempre amata.

Anche in questo caso, grazie alla tecnica dello scavo psicologico che Viceconti sviluppa nei monologhi interiori dei propri personaggi, il protagonista di “Vieni Via” ci mostra il proprio vissuto. Nella scena iniziale, ad esempio, all’interno di una cantina, Franco Solfi afferra e annusa il cappotto sperimentando una vera e propria “immersione sensoriale”, i suoi ricordi riaffiorano prepotentemente, annullando decine di anni. Si tratta del relativismo temporale di Bergson, filosofo francese su cui Proust fonda il suo La recherche du temps perdu, a proposito della famosissima Madelaine citata nel romanzo. Sull'evocazione di un determinato ricordo, Bergson afferma in Materia e Memoria (1896), che questo non è mai puro ma è "impregnato" di percezione. Il tempo, pertanto, diventa soggettivo nel momento in cui l’esperienza è evocata dal ricordo e vestita di emozioni, sentimenti, impressioni personali: “Non potevo interrompere le mie emozioni in quel momento; per me era come viaggiare con la macchina del tempo. Esiste una relazione tra i nostri sensi e il cervello che, in particolari situazioni può esaltare il ricordo, io preferii lasciarmi portare lontano, dove nemmeno coi sogni si riesce ad arrivare” (cfr. pag. 17).

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